Intercettazioni/ Opposizioni: serve tempo. Ma la Bongiorno dice no
Il ddl sulle intercettazioni non puo' andare in aula il 29 luglio perché c'è bisogno di "avere tempi ragionevoli per ulteriori approfondimenti". E' quanto sostengono in una nota congiunta i capigruppo delle opposizioni (Pd, Udc e Idv) in commissione Giustizia della Camera.
No di Giulia Bongiorno. "Ho gia' fatto presente che la decisione e' stata presa ieri dall'ordine competente e superiore cioe' dalla capigruppo", dice Bongiorno. Nella lettera congiunta dei gruppi Pd, Udc e Idv si definisce la data del 29 luglio "inadeguata" al fine delle ulteriore modifiche da apportare al testo, anche alla luce delle ulteriori audizioni dalle quali e' emerso che "il testo - scrivono le opposizioni - appare nel complesso sensibilmente peggiorato nel suo passaggio al Senato".
"Queste esigenze - ha ribadito Bongiorno - sono state gia' rappresentate ieri dall'opposizione e la decisione e' stata gia' presa dal presidente Fini". L'esame del ddl in commissione procedera' quindi in base al calendario stilato proposto oggi dalla Bongiorno al termine delle audizioni dei rappresentanti dell'ordine nazionale forense e della seconda parte dell'audizione del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. L'esame preliminare del provvedimento comincera' martedi' 6 luglio e proseguira' fino a lunedi' 12, giornata in cui, alle 10, e' fissata la scadenza per la presentazione degli emendamenti. Da martedi' 13 fino a martedi' 20 si procedera' all'esame degli emendamenti mentre il 21 e il 22 saranno acquisiti i pareri delle commissioni.
Martedi' 27 sara' votato il mandato al relatore.



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