Intercettazioni/ Scoppia il caso Guzzanti. Il senatore: "Distrutte registrazioni in cui il premier parla della sua attività sessuale con persone che ora ricoprono altissime cariche"

Mercoledì, 5 agosto 2009 - 20:44:00

Paolo Guzzanti

Ritornano le intercettazioni di e su Berlusconi. E scoppia il caso Paolo Guzzanti. Con nota ufficiale del Quirinale. L'ex esponente del Pdl Paolo Guzzanti - ora deputato iscritto al gruppo Misto della Camera per il Pli - annuncia nel suo blog di essere pronto a recarsi dal magistrato per testimoniare sull'esistenza di intercettazioni di Silvio Berlusconi, eseguite nell'ambito dell'inchiesta di Napoli e fatte distruggere a Roma, in cui il premier parla della sua attività sessuale con "persone che ora ricoprono altissime cariche".

Sulla base di quanto afferma Guzzanti, il presidente dei deputati dell'Italia dei Valori Massimo Donadi annuncia che l'Idv è pronta a presentare una denuncia alla magistratura perchè indaghi su quanto afferma il deputato del Pli. "Quanto scrive Guzzanti - afferma Donadi - è di una gravità inaudita. Descrive con puntualità fatti, circostanze e persone che avrebbero ascoltato o divulgato intercettazioni scabrose riguardanti il presidente del Consiglio. Ne vien fuori un'immagine devastante del Paese. Pensare che alte cariche siano state assegnate come ricompensa per prestazioni sessuali è sconvolgente".

"È un'immagine putrida della politica, una decadenza e una depravazione mai raggiunte nella storia repubblicana. Sono fatti gravissimi - prosegue Donadi - che rivelano la ricattabilità del presidente del Consiglio, mettendo a serio rischio gli interessi del Paese. Questo vaso pieno di melma va scoperchiato perchè l'errore più grosso è far finta di niente. Per questo sarà presentata una denuncia alla magistratura, affinchè indaghi su quanto rivelato da Guzzanti e lo ascolti, come lui stesso ha chiesto".

Secondo il racconto di Guzzanti, "un famoso direttore ha mostrato e fatto leggere a un numero imprecisato di persone (deputati e deputate di Forza Italia per lo più) i verbali che tutti i direttori di giornali hanno, ma che avrebbero deciso di non usare su sollecitazione del presidente Napolitano". Le intercettazioni, sostiene ancora Guzzanti, sarebbero state fatte eseguire "nell'ambito dell'inchiesta di Napoli e poi fatte distruggere da Roma".

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