Intercettazioni, Bocchino ad Affari: ddl base di partenza
"C'è bisogno di una riforma. Di una nuova legge sulle intercettazioni. In Italia c'è un abuso, sia perché spendiamo troppo, circa quasi 100 volte quello che spende Fbi ogni anno. Sia perché c'è un uso distorto dal punto di vista mediatico". Italo Bocchino, braccio destro di Fini, sceglie Affaritaliani.it per ribadire la necessità di porre dei limiti alle intercettazioni telefoniche. "Si creano gogne mediatiche a cui poi non corrisponde un processo. C'è bisogno di una riforma che ovviamente non va fatta per spuntare un'importante arma investigativa ma per regolamentarla". Il testo in discussione al Senato? "E' una perfetta base di partenza, un approdo. Se poi ci sono delle migliorie spetterà ai senatori deciderlo. Le migliorie sono sempre una cosa utile".
Nonostante il voto sul ddl intercettazioni sia stato rimandato a dopo le elezioni regionali si riaccende il dialogo. Dopo le parole di Berlusconi ("c'è stato di polizia che ci controlla. Sistema barbaro"), Fini spezza, in un'intervista al Corriere della sera, una lancia in favore delle intercettazioni, che sono uno strumento "che va salvaguardato perche' indispensabile alla lotta al crimine, anche se "va fatta molta attenzione al modo in cui si adopera".
Ma, avverte il presidente della Camera,le intercettazioni "non possono essere l'unico elemento su cui si poggia un'inchiesta". Insomma la legge in materia va rivista, mentre il testo in discussione al Senato rappresenta " un buon compromesso". Fini avverte nello stesso tempo che l'utilizzo "improprio" delle intercettazioni e' "pericoloso". "Quante polpette avvelenate - dice - vengono gettate li' e lasciate in migliaia di pagine". "La stagione del fango - avverte Fini - e' ripartita". Per questo motivo "bisogna fare attenzione a tutte queste intercettazioni che, senza verifica, compongono un impianto accusatorio. Possono provocare, e spesso provocano, danni inimmaginabili suscitando la curiosita' morbosa dell'opinione pubblica e coinvolgendo persone che non hanno nessuna responsabilita', con faccende che non hanno alcuna incidenza sui fatti"



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