Ddl intercettazioni, la Bongiorno lascia. Trovata l'intesa sulla norma anti-blog
Sono circa 440 gli emendamenti presentati in Aula alla Camera al ddl intercettazioni: la maggior parte arrivano dal Pd mentre dal Pdl arriva da un lato una ulteriore stretta alla pubblicazione delle conversazioni telefoniche e dall'altro la modifica della contestatissima norma ammazza-blog. Intanto cominciano ad arrivare i commenti dei leader politici. Ed è bagarre.
LA DIRETTA
ORE 17.12 - BONGIORNO: "ALFANO DOVEVA RESISTERE AL PREMIER" - Giulia Bongiorno ha puntato il dito contro il Pdl, e Angelino Alfano in particolare, per non avere tenuto fede all'intesa sul ddl intercettazioni. "Credo che Alfano sia un politico intelligente e bravo. Doveva dire 'l'accordo l'ho fatto io' e tenere il punto, a prescindere da qualsiasi richiesta del premier", ha spiegato la deputata Fli, dimessasi oggi dall'incarico di relatrice del testo. Invece, ha sottolineato Bongiorno, "il premier dice qualche cosa e tutti si zittiscono", ha aggiunto, "quando lui schiocca le dita tutti si adeguano".
ORE 17.08 - BONGIORNO: "INACCETTABILE RISCHIO BLACK-OUT" - Giulia Bongiorno ha usato toni durissimi contro la maggioranza che, ha spiegato, si e' rimangiata l'intesa sulle modifiche al disegno di legge sulle intercettazioni. L'emendamento presentato oggi dal Pdl, ha spiegato rispondendo ai giornalisti alla Camera, "imponendo una dilatazione ai tempi di divieto di pubblicazione dei contenuti delle intercettazioni stravolge il testo e porta a un black-out inaccettabile". "Mi sono dimessa dall'incarico di relatrice perche' ritengo inaccettabile questa modifica", ha spiegato Bongiorno citando l'emendamento Costa. "Io sono molto critica con i giornali che pubblicano le intercettazioni, ma cosi' si perde l'occasione di ripristinare un equilibrio", ha assicurato, "in questo modo si vieta tutto e quando vieti troppo non si ottiene niente perche' quel divieto sara' violato". Bongiorno non ha pero' voluto sbilanciarsi sulla possibilita' che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non controfirmi la legge, una volta che sara' approvata definitivamente. "Il Capo dello Stato mostra ogni giorno la sua saggezza e nessuno deve osare anticipare il suo giudizio", ha chiarito.
ORE 16.53 - PD, MAGGIORANZA NON VUOLE DIALOGO - "Non abbiamo partecipato al voto sulla nomina del nuovo relatore e il fatto che sia passato solo con i voti della maggioranza lo indebolisce". Lo sottolinea il capogruppo Pd in commissione giustizia della Camera, Donatella Ferranti, al termine del comitato dei nove sul ddl intercettazioni. La decisione a maggioranza dimostra "che non c'e' nessuna volonta' di dialogo ma solo la volonta' di soddisfare le richieste di Berlusconi".
ORE 16.32 - COSTA, BONGIORNO? SCELTA PERSONALE E POLITICA - "Ci saremmo fidati del suo ruolo, ha ritenuto di non continuare a farlo. E' una scelta personale e politica". Cosi' Enrico Costa, neo relatore del ddl intercettazioni, sulla remissione del mandato decisa da Giulia Bongiorno. "Abbiamo gia' evidenziato che dal punto di vista tecnico avremmo apprezzato che continuasse il suo ruolo di relatore, ruolo che in Aula rappresenta tutta la commissione e che e' compatibile - osserva ancora l'esponente Pdl - con una non totale condivisione del testo".
ORE 16.21 - GOVERNO: GIP E NON TRIBUNALE FISSI UDIENZA FILTRO - L'udienza-filtro deve essere decisa dal gip e non piu' dal Tribunale. Lo propone un emendamento del Governo al ddl intercettazioni, che ha avuto parere favorevole dal comitato dei nove della Commissione Giustizia. Lo spiega ai giornalisti Manlio Contento, coautore della proposta che vieta la pubblicazione del contenuto delle intercettazioni proprio prima di questa udienza. Ad essa partecipano il giudice, il pm dell'inchiesta e i legali della difesa, deve essere fissata entro 45 giorni dalla richiesta del pm, serve a decidere quali siano le intercettazioni rilevanti e quali non lo siano e quindi non possono essere pubblicate, pena sanzioni. Nel ddl intercettazioni resta al momento la norma, contestata dall'opposizione, che prevede sia un organo collegiale di tre giudici ad autorizzare gli ascolti.
ORE 16.15 - COSTA: "SANZIONARE EDITORI, NON I GIORNALISTI" - Sanzionare gli editori che pubblicano le intercettazioni e non i giornalisti. E' la linea di Enrico Costa, nuovo relatore del ddl sulle intercettazioni. "Con i giornalisti ci andrei con i piedi di piombo", afferma l'esponente del Pdl. Costa si augura che sul provvedimento arrivino le proposte anche dell'opposizione. "Bisogna allargare il consenso, spero che ci possa essere un'ampia convergenza, noi andiamo avanti", riflette il relatore che al momento non si pronuncia sulla possibilita' che sul provvedimento venga posta la fiducia.
ORE 16.12 - ANM: NON SI NEGHI A STAMPA DIRITTO INFORMARE - "Non si puo' negare alla stampa il diritto di informare". E' secco il commento del presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, al via libera all'emendamento sul divieto di pubblicare le intercettazioni prima dell'udienza filtro.
ORE 15.27 - BLOG: SI' A RETTIFICA SOLO PER SITI REGISTRATI - Si' all'obbligo di rettifica per i siti internet registrati. E' passata, nel comitato dei nove della commissione giustizia, con parere favorevole anche del governo, la proposta di non estendere l'obbligo di rettifica anche ai blog amatoriali. E' un emendamento a firma Roberto Cassinelli, del Pdl, ad averlo proposto. Nella stessa direzione erano gia' state presentate due proposte targate Pd e Udc. Il parere e' passato all'unanimita'.
ORE 15.24 - LA BONGIORNO SI DIMETTE - Ok della maggioranza all'emendamento Costa-Contento sul divieto di pubblicazione delle intercettazioni prima dell'udienza filtro. La Presidente della commissione giustizia e relatrice del ddl intercettazioni, Giulia Bongiorno, ha di conseguenza, secondo quanto riferito, deciso come annunciato gia' ieri, di rimettere il suo mandato. L'emendamento ha visto il voto contrario di Pd, Terzo Polo e Idv.
RESPINTE LE PREGIUDIZIALI - L''Aula della Camera ha respinto le pregiudiziali di costituzionalita' al disegno di legge sulle intercettazioni presentate da Pd e Idv. I si' sono stati 230 e 307 i no. Astenuti 63 deputati. Sulle pregiudiziali si e' astenuto il Terzo polo.
CASINI: "OK A LEGGE SERIA, MA NO CENSURE O A VENDETTE - "La nostra astensione sulle pregiudiziali dimostra che se si vuole fare una legge seria c'e' lo spazio. Se si punta a censure o vendette, non vogliamo essere complici". Lo ha detto il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini a proposito del ddl sulle intercettazioni, all'esame della Camera.
BERSANI - "E' UNO SCANDALO CHE IL PREMIER PENSI SOLO A SE'" - "E' scandaloso che mentre quattro ragazze muoiono sotto le macerie per lavorare a quattro euro all'ora e Moody's ci declassa, noi siamo qui a parlare di intercettazioni". Pierluigi Bersani entra a Montecitorio e ai giornalisti che gli chiedono del rating italiano e del ddl intercettazioni. "Questo dimostra la perdita di presa totale verso gli interessi del Paese - afferma il segretario Pd - pensa solo agi affari suoi, lo vedono in tutto il mondo che e' cosi'".
OBBLIGO DI RETTIFICA PER I BLOG - Con una proposta a prima firma Cassinelli l'obbligo di rettifica entro 48 ore resta solo per le testate on line. Per gli altri siti informatici, recita il testo, "il termine è di dieci giorni e decorre dal momento in cui vi è, per il soggetto che ha pubblicato il contenuto, il quale agisce anche in forma anonima, conoscibilità della richiesta di rettifica, che non è valida se inoltrata con mezzi per cui non sia possibile verificarne l'effettiva ricezione da parte del destinatario. Non possono essere oggetto di richiesta di rettifica quei contenuti che, per la loro natura, sono destinati ad un limitato numero di utenti, oppure che si qualificano in concreto quali commenti, corredi o accessori di un terzo contenuto principale. Qualora ragioni tecniche ostino alla pubblicazione di una nota in calce al contenuto oggetto della richiesta di rettifica, colui che lo ha pubblicato indica all'autore della richiesta il recapito di altro soggetto avente la disponibilità tecnica di procedervi, oppure pubblica la nota con la stessa visibilità e le stesse caratteristiche grafiche del contenuto a cui fa riferimento".
LIMITI ALLA PUBBLICAZIONE - Per quanto riguarda i limiti alla pubblicazione dal Pdl arrivano diversi emendamenti: quello meno restrittivo, ma che comunque rappresenta una stretta rispetto al testo Bongiorno in Aula, è firmato da Enrico Costa e Manlio Contento e vieta "la pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nel contenuto, della documentazione e degli atti relativi a conversazioni, anche telefoniche, o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche ovvero ai dati riguardanti il traffico telefonico o telematico, anche se non più coperti dal segreto, fino alla conclusione dell'udienza di cui all'articolo 268, comma 6-ter", la cosiddetta udienza filtro. Inoltre "è vietata la pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nel contenuto, delle richieste e delle ordinanze emesse in materia di misure cautelari". Ma Contento firma anche un altro emendamento che ripropone fedelmente il ddl Mastella vietando la pubblicazione delle intercettazioni "fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare". A sorpresa un ulteriore black out arriva dal leghista Luca Paolini che propone il divieto della pubblicazione di intercettazioni "fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento".


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