Insider/Ecco che cosa c'è dietro l'attacco di Repubblica a Tronchetti
Infuria la tempesta Tavaroli. Una tempesta fatta di pochi verbali e tante chiacchiere. Di tanti retroscena e gossip politici e di pochi atti processuali. E' l'opinione del presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga. Il vecchio picconatore, intervistato da Libero, non trattiene la mano e ci va giù pesante. La mossa di Repubblica "è tipicamente sua (di Carlo De Benedetti, ndr). D'Avanzo non risponde al direttore ma al padrone", spiega Francesco Cossiga.
"Ezio Mauro è un bravo ragazzo, ottimo stipendio, bella moglie cui è fedele, bambini d'oro cui badare. Si gira dall'altra parte e lascia fare, pesa meno del due di coppe, ma è contento così". Insomma, in redazione chi comanda non è il direttore, secondo Cossiga. Anche perché Mauro ha permesso la crocifissione, piombo su carta, del suo amico intimo Piero Fassino. Sacrificato sull'altare di D'Avanzo. Stessa sorte per Travaglio, scaricato dal giornalista napoletano in tre velenosissime righe contenenti velate accuse di collusioni mafiose. Senza che Mauro proferisse parola.



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