Mumbai/ Gli Usa allertarono l'India un mese prima. Altri cinque terroristi liberi di colpire
L'intelligence statunitense aveva avvertito l'India, un mese prima degli attentati di Mumbai, che vi fosse la possibilità di un attacco terroristico "dal mare contro alberghi e centri economici della città". Secondo quanto riferito all'Abc news da fonti di intelligence Usa, il dettagliato avvertimento a New Dehli arrivò a metà ottobre, addirittura con l'indicazione di alcuni potenziali obiettivi dei terroristi tra cui l'hotel Taj Mahal.
Secondo la Cnn, fonti indiane hanno confermato di aver ricevuto l'allarme da Washington, avvalorato anche dall'intercettazione di una telefonata, il 18 novembre, in cui il leader del gruppo terroristico pachistano Lashkar-e-Taiba rivelava il progetto di un attacco via mare. Non è ancora stata stabilita la responsabilità degli attentati di Mumbai, costati la vita di 172 persone, tra cui un cittadino italiano. Maggiori indizi sono proprio sul gruppo di Lashkar-e-Taiba, di base in Pakistan.
In India altri cinque terroristi liberi di colpire
L'incubo di Mumbai potrebbe non essere finito perché all'appello mancano cinque terroristi. E' quanto sostiene il britannico Times citando fonti all'interno della polizia di Mumbai. "A bordo del peschereccio indiano usato dai terroristi" per avvicinarsi alla città "è stato trovato un equipaggiamento per 15 persone", ha spiegato la fonte anonima svelando che sulla barca alla deriva "abbiamo rinvenuto 15 giacconi impermeabili e 15 spazzolini", per cui "è possibile che altri terroristi siano ancora in libertà". A conferma di quest'ipotesi il Times ricorda come l'unico estremista sopravvissuto, il pachistano Ajmal Amir Kasab, abbia svelato che "nel campo dove si era addestrato erano in 24". Kasab ha comunque giurato se "nell'attacco erano in 10 compreso lui".
India contro il Pakistan: "Non combattete il terrorismo"
Sempre tesi i rapporti tra India e Pakistan. Il ministero degli Esteri indiano ha presentato una protesta ufficiale ad Islamabad per gli attentati di Mumbai. All'alto commissario del Pakistan Shahid Malik è stata consegnata una lettera nella quale si rimprovera al suo Paese il "fallimento nello sconfiggere il terrorismo che ha origine sul suo territorio". E, in un'intervista alla Bbc, il vice-ministro dell'Interno, Shakeel Ahmad lancia precise accuse: "I terroristi morti negli scontri a Mumbai erano originari del Pakistan".

La strage e i primi soccorsi
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