Trani, Berlusconi è indagato. Lui: "Inchiesta grottesca, violata la legge"
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Silvio Berlusconi è formalmente indagato dalla procura di Trani nell'inchiesta Rai-Agcom. È quindi questa la risposta che la procura di Trani ha fornito all'istanza presentata stamani dai legali del premier, Filiberto Palumbo e Niccolò Ghedini, che chiedevano se il premier fosse indagato. Le ipotesi di reato sono quelle di concussione e di 'violenza o minaccia a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario' (articoli 317 e 338 del Codice penale), reati che sarebbero stati compiuti ai danni del Garante per le Comunicazioni.
Assieme al capo del governo, sono indagati anche il commissario dell'Agcom, Giancarlo Innocenzi (con l'accusa di favoreggiamento personale, in relazione alle dichiarazioni fatte nel corso di un'audizione dinanzi agli investigatori in cui avrebbe negato di aver ricevuto pressioni da Berlusconi per chiudere Annozero) e il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, con l'accusa di violazione del segreto istruttorio relativo alle indagini sulle carte di credito American Express. Secondo i magistrati, non avrebbe dovuto rivelare i contenuti dell'interrogatorio cui venne sottoposto il 17 dicembre 2009.
"Sono innanzitutto scandalizzato". Così il Presidente del Consigilio sull'inchiesta di Trani. "Ci sono state palesi violazioni della legge - dice il premier in un'intervista al Gr Radio1 -. E' una inziativa grottesca e a fini puramente mediatici. Sul contenuto non sono affatto preoccupato perche' c'e' un diritto del presidente del Consiglio di parlare al telefono con chiunque senza essere intercettato anche surrttiziamente come, invece, avviene qui".
Il presidente del Consiglio ribadisce che "da sempre" e' intervenuto "a destra e a manca per sollecitare che non si facessero i processi in tv a persone che sono gia' sotto processo davanti ai giudici con accuse forti e precise senza dare agli accusati nessuna possibilita' di difesa". Per il Cavaliere "queste sono posizioni di tutte le persone perbene e di buonsenso. Sono posizioni - conclude Berlusconi - non soltanto lecite ma anche doverose".
Il Premier attacca la sinistra per "la campagna d'odio nei nostri confronti". Quindi ricorda la manifestazione del 20 marzo per "difendere la liberta' e la democrazia", per ribadire "il primato della sovranita' popolare". A piazza San Giovanni a Roma i candidati alle regioni firmeranno "un patto per l'Italia". Tra i punti nel programma Berlusconi sottolinea in primo luogo il piano casa e la lotta contro la burocrazia per far si' che possano nascere "nuove imprese in un giorno". Il Cavaliere sostiene che ad avvelenare il clima e' stato il centrosinistra "e ai nostri elettori questo clima non piace". Si scende in piazza pero', ribadisce il premier, perche' "quando ci vuole ci vuole...".



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