G8, 20 indagati. "A Bertolaso favori e sesso per appalti"
L'appartamento in Via Giulia, a Roma, il cui canone mensile di 1.500 euro "veniva corrisposto da Diego Anemone dal gennaio 2003 all'aprile 2007", 50 mila euro in contanti "consegnati brevi manu da Anemone il 23 settembre 2008", la "disponibilita'" presso il Salaria Sport Village "di una donna di nome Monica allo scopo di fornire prestazioni di tipo sessuale" sono, per i pm di Perugia, tra i "favori e le utilita' di vario genere" che l'ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso avrebbe ottenuto in cambio della concessione di appalti per il G8 alle ditte dell'imprenditore Diego Anemone. E' quanto scrivono nelle 23 pagine di avviso di conclusione delle indagini notificate oggi a 22 indagati nell'ambito del filone perugino sull'inchiesta sul G8 e i "Grandi Eventi". Secondo i pm Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi Guido Bertolaso "in qualita' di capo Dipartimento della Protezione Civile" avrebbe compiuto "atti contrari al proprio ufficio connessi all'affidamento ed alla gestione degli appalti" favorendo Anemone in particolare in riferimento alle gare relative alla realizzazione a La Maddalena "del palazzo della conferenza e area delegati", quella per la costruzione della "residenza dell'Arsenale" e quella per "l'area di stampa e servizi di supporto".
![]() Guido Bertolaso |
Per i pm, quindi, Bertolaso, al quale viene contestato il reato di corruzione, avrebbe compiuto, da solo o in concorso di volta in volta con altri, "scelte economicamente svantaggiose per la Pubblica Amministrazione e favorevoli al privato" in cambio di "favori e utilita' di vario genere" e "illegittimamente operava e consentiva, nella sua posizione di vertice, che i funzionari sottoposti operassero affinche' le imprese facenti capo a Diego Anemone (da sole o in Ati con altre facenti parte del medesimo gruppo) risultassero aggiudicatarie degli appalti e consentiva che il costo dell'appalto a carico della Pubblica Amministrazione aumentasse considerevolmente rispetto a quello del bando, anche mediante l'approvazione di atti aggiuntivi successivi e a fronte di spese incongrue o meramente eccessive, al solo scopo di favorire stabilmente il privato imprenditore appaltatore, agli interessi del quale poneva stabilmente la propria funzione pubblica recependone continuativamente favori ed utilita' di vario genere".



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