Inchiesta di Bari, Tarantini: la D'Addario mente
Tarantini, appena lette le "rivelazioni" della D'Addario, non ha infatti avuto dubbi: "Ho pensato quello che hanno pensato tutti: che qualcuno avesse progettato con lei di tendere un'imboscata al presidente a fini politici e che tutto fosse stato progettato con cura. Il registratore, le testimonianze delle amiche e infine quella dichiarazione davvero incredibile: 'Io sono una escort e costo mille euro a prestazione'. Quanto deve farsi dare una persona per una patente di questo tipo che le segnerà la vita? La risposta di tutti è: molti, molti soldi".
"CON LE RAGAZZE PER FAR BELLA FIGURA". Le ragazze invitate da Gianpaolo Tarantini alle feste di Berlusconi erano pagate "solo per rimborsare le spese che dovevano sostenere per gli spostamenti". Lo rivela l'imprenditore al centro dell'inchiesta di Bari nell'intervista a 'Il Giornale' in edicola domani. In nessun caso, mette in chiaro Tarantini, al denaro corrispondevano "prestazioni intime". Inoltre, il premier non sapeva nulla dei pagamenti: "Il presidente non poteva neppure lontanamente immaginare che io, per fare bella figura con lui, rimborsassi a delle ragazze le spese che dovevano sostenere per venire a Roma e soggiornare in albergo. La stampa di sinistra poi ha avanzato la tesi che addirittura le pagassi per una loro prestazione "intima". Figuriamoci". Anche perche' - continua Tarantini - "Conoscere il presidente e' per tutti un privilegio. C'e' la fila per incontrarlo e frequentarlo. Quanto alle ragazze, alle donne in generale, sono loro che corrono dietro a lui, e non viceversa. Molte signore mi hanno detto che dopo aver conosciuto lui tutti gli altri sembrano incolori e inesistenti. Pagherebbero loro per una storia col presidente!".

Patrizia D'Addario, Barbara Montereale e Manila Gorio
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"HO FATTO CAVOLATA, CHIEDO SCUSA..". "Sono stanco di questo gioco al massacro, stanco di leggere tante falsita', stanco di essere definito un procacciatore di escort", afferma Tarantini. "Che cavolata che ho fatto, che stupido sono stato...", racconta Tarantini. "Quando ho avuto la possibilita' di conoscere Berlusconi, ho toccato il cielo con un dito. Non mi sembrava vero. Poi l'ho conosciuto sul piano personale, con la sua simpatia, il suo calore umano, il suo rispetto per gli altri, la sua genialita'. Davvero irresistibile. E ho creduto che sarebbe stato piu' facile frequentarlo facendomi accompagnare da bellissime ragazze. Da qui e' venuta fuori la storia che ha occupato i giornali e che e' nella realta' molto diversa da come e' stata raccontata". L'imprenditore chiede scusa a Berlusconi "per aver dato il pretesto a Repubblica, all'Espresso e agli altri organi della sinistra di coinvolgerlo in questo tipo di storie. Spero che mi perdoni perche' so che e' un uomo che non sa portare rancore".



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