Inchiesta di Bari/ Tarantini: "Su di me troppe falsità. Ora parlo"
"Maliziosa e falsa rappresentazione della realtà", "nego di aver mai avuto il tenore di vita che mi si attribuisce, definito elevatissimo". Così l'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, titolare con il fratello della Tecno Hospital, si difende dalle accuse di un suo coinvolgimento nell'indagine in corso a Bari sul presunto giro di ragazze che avrebbero frequentato feste in luoghi esclusivi, tra i quali la residenza romana e quella sarda di Silvio Berlusconi.
Come trapelato giovedì, i magistrati già negli anni scorsi, indagando sull'imprenditore, hanno intercettato telefonate nelle quali si parla di feste a base di cocaina nelle dimore di conoscenti di Tarantini ma non collegati al presunto ingaggio delle escort. E l'imprenditore sarebbe coinvolto un'altra inchiesta della magistratura barese su presunti episodi di corruzione nel settore della sanità pubblica.
"Rompo il riserbo al quale mi sono sin qui attenuto per precisare come sia assolutamente falso quanto affermato nel numero di ieri del quotidiano La Repubblica in merito alle mie condizioni economiche, enfaticamente descritte come molto agiate". Comincia così la dichiarazione di Tarantini.
"Mai avuto tenore di vita elevatissimo". "A pagina quattro del quotidiano - prosegue - è riportato l'articolo 'Tarantini il piccolo re, appalti facili e ragazze', nel quale mi sono stati attribuiti ruoli e partecipazioni societarie della cui esistenza nemmeno ho cognizione. A tale riguardo ribadisco come la mia (attualmente cessata) attività imprenditoriale abbia avuto ad oggetto esclusivamente la gestione di alcune aziende operanti nel settore sanitario. Circostanze, queste - aggiunge - note in Bari e comunque facilmente accertabili. Nego pure che io abbia mai tenuto il tenore di vita che mi si attribuisce, definito elevatissimo". "Temo infine - conclude - che questa maliziosa e falsa rappresentazione della realtà, davvero priva di ogni giustificazione, sia soltanto funzionale a precostituire a mio danno l'immancabile e predestinato ruolo di colpevole". Il legale di Tarantini ha annunciato una denuncia-querela per invitare la magistratura barese a indagare sulla fuga di notizie sull'indagine.



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