Inchiesta di Bari/ In corso verifiche sulle ragazze e le feste
Dopo la confessione di Patrizia D'Addario almeno altre tre ragazze hanno confermato di aver preso soldi per partecipare alle feste a Palazzo Grazioli e a Villa Certosa. Sono in corso verifiche da parte della procura di Bari che ha avviato una inchiesta per induzione alla prostituzione in luoghi esclusivi di Roma e della Sardegna. Lo si apprende in ambienti vicini alle indagini. La stessa procura avrebbe intenzione di accertare se l'imprenditore Giampaolo Tarantini abbia ingaggiato e fornito ragazze per farle partecipare alle feste. L'obiettivo di Tarantini sarebbe stato quello di ingraziarsi personaggi di potere a beneficio dei suoi affari imprenditoriali.
In particolare, le verifiche riguarderebbero le intestazioni di biglietti aerei e i pernottamenti in hotel romani dove le ragazze ascoltate dalla procura avrebbero detto di essere state ospitate. Sinora sarebbero quattro le donne ascoltate, tra cui Patrizia D'Addario che, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, avrebbe anche depositato in procura registrazioni audio e video riconducibili agli incontri ai quali dice di aver partecipato. Per evitare fughe di notizie, la procura, dopo aver acquisito le registrazioni, ha posto i sigilli.
Nell'ambito dell'indagine, sarebbe prevista anche l'audizione di altri testimoni che, secondo le ragazze ascoltate, avrebbero partecipato alle fese organizzate nelle residenze del premier. Sulla vicenda a palazzo di giustizia di Bari si mantiene il massimo riserbo. Il magistrato inquirente, il sostituto procuratore Giuseppe Scelsi, è da mercoledì in ferie e lo sarà per due settimane.
Al momento si tratta però solo di un'ipotesi investigativa, che sarebbe suffragata da quanto emerso nel corso delle intercettazioni telefoniche disposte dalla Guardia di Finanza nell'ambito di un'inchiesta su un presunto giro di mazzette legato alle forniture di protesi da da parte della Tecnohospital di Bari, la società dei fratelli Tarantini. Nel corso delle indagini su presunti episodi di corruzione, infatti, il pm Scelsi ha ascoltato le conversazioni in cui l'imprenditore parla delle escort.
DUE INCHIESTE A BARI SU TECNO HOSPITAL. Sono due le indagini in corso da parte della procura di Bari sulla Tecno Hospital dei fratelli baresi Giampaolo e Claudio Tarantini: in entrambe viene ipotizzato nei confronti di più indagati il reato di associazione per delinquere finalizzato alla corruzione in relazione a periodi diversi. Al centro delle due inchieste c'è un presunto giro di tangenti legato agli acquisti di protesi sanitarie fornite dalla Tecno Hospital a diverse strutture. In alcuni colloqui intercettati dai magistrati baresi si parla anche - a quanto è dato sapere - della fornitura di dosi di cocaina apparentemente per uso personale. La prima indagine è quella del pm Giuseppe Scelsi, dalla quale è emerso il reato di induzione alla prostituzione di ragazze che avrebbero partecipato a feste in residenze private del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. I reati ipotizzati si riferiscono alla fine del 2008. Nell'altra, affidata al pm Roberto Rossi, che l'ha ereditata dal suo ex collega Michele Emiliano (sindaco uscente di Bari), è dei primi anni del 2000, e fa riferimento a reati parzialmente coperti dall'indulto.



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