Bari, pm: "Non sentiremo il premier". Il procuratore capo: "Non si parla di cocaina"

Lunedì, 29 giugno 2009 - 16:35:00

Bild Berlusconi
Silvio Berlusconi

Convocare Silvio Berlusconi in Procura in relazione all'inchiesta sull'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini e sulle feste nelle case del premier "è un'ipotesi astratta: è costume di questo ufficio sentire le persone quando sono essenzialmente indispensabili per chiudere le indagini, e allo stato non è ravvisabile questa situazione". Così il procuratore di Bari, Emilio Marzano, ha escluso la possibilità di convocare il presidente del Consiglio.

PROCURATORE CAPO: NON SI PARLA DI COCAINA. "Non si parla di cocaina" in nessuna delle quattro inchieste aperte dalla Procura di Bari in cui figura il nome dell'imprenditore barese, Giampaolo Tarantini, impegnato nel settore sanitario, in particolare delle "protesi". A confermarlo è il procuratore della Repubblica di Bari, Emilio Marzano, al termine della riunione di coordinamento tra i quattro magistrati titolari delle rispettive inchieste in cui figura l'imprenditore 35enne: alcune indagini riguardano la sanità regionale. Indagini che fanno capo ai sostituti procuratori Desiree' Digeronimo, Lorenzo Nicastro e Roberto Rossi.

I tre magistrati con il procuratore capo hanno partecipato alla riunione di coordinamento presente anche il sostituto procuratore Giuseppe Scelsi, titolare della quarta inchiesta quella che che riguarda il presunto giro di ragazze a pagamento, che sarebbero state ingaggiate dall'imprenditore barese Giampaolo Tarantini (unico indagato per induzione alla prostituzione), come ha confermato il capo della procura "perche' gia' scritto sui giornali". Si tratta, ha aggiunto Marzano, di "un'indagine che riguarda questo profilo un po' da gossip" e per iol quale non si possono "fare nomi". Alla domanda dei giornalisti se il vicepresidente della giunta regionale, Sandro Frisullo, e' indagato, il procuratore ha risposto: "Frisullo non risulta indagato e se lo fosse non lo direi". Marzano ha, quindi, ribadito che nelle inchieste interessate "non ci sono ipotesi o fatti come quelle riferite dalla stampa, circa la distribuzione di droga, tanto meno in Sardegna". "Non si parla di festini - ha aggiunto - che implicano uno spaccio di sostanze stupefacenti", ma "se necessario le indagini riguarderanno anche questi fatti", sempre se emergeranno elementi in tal senso.
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