Inchiesta Bari/ Arrestato Tarantini
Fermato l'imprenditore delle escort. Gianpaolo Tarantini è stato fermato all'aeroporto di Bari. Al centro delle inchieste sugli appalti nella sanità in Puglia e sul giro di escort invitate alle feste nelle residenze di Silvio Berlusconi, l'imprenditore è stato fermato dalla Guardia di Finanza per "spaccio di sostanze stupefacenti". "Ho ordinato il provvedimento - ha spiegato il procuratore della Repubblica Antonio Laudati - perché c'era un forte rischio di inquinamento delle prove ed un reale pericolo di fuga".
Poi il pm ha avvertito: il fermo di Tarantini è stato giustificato da spaccio, "ma le indagini che seguiranno riguarderanno tutte le posizioni processuali dell'imputato". L'imprenditore barese era pronto a organizzare in Tunisia il centro logistico della sue attività in vista di un suo allontanamento dall'Italia. Lo si apprende dal provvedimento di fermo in base al quale Tarantini è stato bloccato all'aeroporto di Bari per pericolo di fuga e inquinamento delle prove. All'indagato sono contestati diversi episodi di spaccio di cocaina. "Sono sgomento", ha commentato Tarantini al suo avvocato.
Il vasto intreccio tra affari e politica che ha coinvolto anche l'ex vicepresidente Pd della giunta regionale pugliese Sandro Frisullo e il dirigente della Asl di Bari Alessandro Colella ai quali l'imprenditore barese dice di aver pagato Maria Teresa De Nicolò per barattare appalti e benevolenza.
Nell'agosto scorso era stato fermato con la stessa accusa Massimiliano Verdoscia, l'uomo che presentò a Tarantini Patrizia D'Addario, la escort che ha raccontato di aver preso mille euro dall'imprenditore per trascorrere una notte a Palazzo Grazioli in compagnia del presidente del Consiglio. Insieme a Verdoscia, finì agli arresti anche Stafano Iacovelli, accusato di comprare e distribuire la cocaina ai party che Tarantini organizzava per conquistarsi amicizie politiche utili a favorire la sua azienda specializzata nelle forniture sanitarie.
LEGALE TARANTINI: SOLO CESSIONE DI DROGA A FESTE. Il fermo di Giampaolo Tarantini è "dovuto con ogni probabilita' all'acquisto e alla successiva cessione in occasione festaiole di sostanze stupefacenti". Lo ha detto l'avvocato Nico D'Ascola, che assiste l'imprenditore barese. "Non parlerei di spaccio di stupefacenti, il fermo a quanto mi risulta è per l'articolo 73 del dpr 309 del 1990 (testo unico sulla droga, ndr), che comprende vari illeciti penali legati alla droga, dall'acquisto alla detenzione. Ma c'è differenza - sottolinea D'Ascoli - tra chi spaccia per strada e chi acquista per poi cedere e distribuire ad amici durante delle feste". L'articolo 73 del testo unico sulla droga è così rubricato: 'produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti e psicotrope'. "Per intenderci, se si viene sorpresi con 5 grammi di cocaina - spiega l'avvocato - il reato rientra in quell'articolo per cui è stato fermato Tarantini. Io escluderei lo spaccio tout court: quello che contestano a Tarantini e' l'acquisto di sostanze stupefacenti per poi cederle in occasione dei party". Feste per lo piu' organizzate a casa dello stesso Tarantini: "non so se la stessa condotta - specifica D'Ascoli - veniva ripetuta altrove o in altre case". In merito al pericolo di fuga e inquinamento delle prove con i quali il procuratore della Repubblica di Bari Antonio Laudati ha spiegato le ragioni del fermo che dovra' essere convalidato dal gip di Bari, D'Ascoli tende a escluderli, per il fatto che "Tarantini si stava recando proprio in Procura a Bari, dove era arrivato in aereo molto probabilmente da Roma".
TARANTINI: MAI CHIESTO NULLA A BERLUSCONI - "Una cosa ci tenevo a chiarirla a tutti: con i miei atteggiamenti ho sicuramente danneggiato il presidente Silvio Berlusconi, il quale era completamente all'oscuro che io avessi commesso questi errori, soprattutto che avessi pagato delle ragazze". Lo afferma in un'intervista al Tg1, registrata prima del fermo, Gianpaolo Tarantini. "Né erano cene equivoche o ambigue: si trattava di cene normalissime", ha aggiunto. A Berlusconi "non ho mai chiesto nulla e non ho mai ottenuto nulla, nella maniera più assoluta".
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