Sanitopoli di Bari: le telefonate choc (per il Pd)
Inchiesta Bari - «Diventeremo un armadio che contiene tutti gli scheletri, e avremo un grande potere». Si può riassumere in una frase urlata così, sott’intercettazione da un imprenditore vicino al Pd (Diego Rana, titolare di un centro di riabilitazione) all’ormai ex assessore Alberto Tedesco, la convinzione della Dda di Bari - riporta il Giornale - sul collaudato «sistema di potere» che in Puglia faceva affari di ogni tipo, non disdegnando la nomina dei dirigenti delle Asl o la promozione di primari di partito, pianificando appalti ad hoc (due delibere secche da un
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Di più dice sempre Malcangi, a un suo titubante interlocutore: «La prossima volta io non ci vengo più, questo è quello che è, il referente che comanda qua, pertanto mettetevi dove vi dovete mettere, altrimenti cominciate a fare le valigie». Sintomatica della prassi utilizzata da Malcangi, la viva raccomandazione espressa da Tedesco – che secondo la procura saprà dell’avvio dell’inchiesta in tempi non sospetti direttamente da una fonte romana, contattata da un dirigente di una Asl - a stare attento con le parole: «Ti prego di fare molta attenzione a quello che dici al telefono». E ancora. Rivolgendosi nell’aprile 2008 a Rocco Canosa, dirigente della Asl Bat, il braccio destro dell’assessore Pd indagato e silurato, va giù diretto: «Direttore, sono il compagno Malcangi, senti ti disturbo per quella struttura». Poi, parlando con Rana, è tranchant: «Perché se noi... io sono del parere che se noi dobbiamo partire la Asl deve essere pronta ai nostri desideri, ai nostri voleri, piaccia o non piaccia».



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