La D'Addario, il registratore, il reggiseno e i profilattici
E come riesce la signora a far parlare chi l’accompagna? «Facile anche questo: la sua tecnica è sempre la stessa. Comincia col chiedere: che ore sono? E poi: ma che giorno è oggi? Così registra il momento, poi attacca con le domande più personali e sei fregato».
Perché fregato? Ricatta? «Lei crea solo guai a chi la incontra. Una volta voleva far arrestare un dirigente dell’assessorato del Comune perché non riusciva ad avere la sua pratica edilizia. Cominciò a dire che aveva le prove che quello lì le aveva messo le mani addosso. Poi un costruttore mio amico l’ha calmata. Ha sempre fatto così, da quando l’ho conosciuta».
È vero che talvolta la D’Addario non si limita al registratore? «Se stai con lei, guai a lasciare la giacca o la borsa alla sua portata. Lei mette le mani nelle tasche e segna su un taccuino tutto ciò che trova: numeri di telefono, informazioni varie. Ci sa fare».
Signor Barba, lei ha frequentato la D’Addario per cinque anni prima di tornare da sua moglie. Lei è stato accusato di essere il suo protettore... «Ho patteggiato perché lei mi aveva promesso che sarebbe sparita. E poi: io l’avrei sfruttata? Ma se è sempre stata lei ad approfittare, a farsi portare in giro per fare la bella vita».
Scusi: la signora D’Addario ha detto che lei la portava in grandi alberghi, anche all’estero, costringendola a prostituirsi. Non è così? «Ho sempre pagato io: ci sono le prove della carta di credito. Lei fa sempre così. È sempre molto sensuale e persuasiva al primo approccio. Mi ricordo per esempio in Sardegna, a Porto Cervo: si allontanava per telefonare e spariva. Al bar si faceva notare e spariva, anche per mezze giornate e più».
E lei si preoccupava? «Io no, perché? Mica me la dovevo sposare. Non mi interessava più di tanto. Ha sempre fatto così: ricordo, anche a Montecarlo».
La signora dice il contrario. «Béh, per forza. Una che lavora con gli annunci sul giornale, che non ha mai un’amica ma solo uomini, che non risponde alle chiamate con numero coperto... Lei mi ha pure denunciato ed è stata creduta perché è una donna e perché ha amici in questura e tra i giudici di Bari».



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