Il G8 si schiera a favore della primavera araba

Venerdì, 27 maggio 2011 - 16:50:00


gheddafi

(SCHEDA) G8: LA DICHIARAZIONE DI DEAUVILLE SULLA PRIMAVERA ARABA

Di seguito, punto per punto, la dichiarazione del G8 di Deauville per un partenariato a sostegno della Primavera araba:

1) I cambiamenti in corso in Medio Oriente e Nord Africa sono di portata storica e hanno il potenziale di aprire le porte a un tipo di trasformazione come quella avvenuta nell'Europa centro-orientale dopo la caduta del Muro di Berlino. Le aspirazioni della gente per la liberta', i diritti umani, la democrazia, le opportunita' di lavoro, maggiori poteri e dignita', li hanno portati a controllare i propri destini in modo da rendere consapevoli e rinforzare i valori comuni.

2) Noi membri del G8 sosteniamo fortemente le aspirazioni della Primavera araba cosi' come quelle della popolazione iraniana. Ascoltiamo la voce dei cittadini e sosteniamo la loro determinazione per un'uguaglianza e affianchiamo il loro anelito democratico, di aprire la societa' e di modernizzare l'economia. In particolare sosteniamo il ruolo giocato dai giovani e dalle donne in questa trasformazione.

3) Oggi il G8 lancia il 'Partenariato di Deauville' insieme alla gente dell'area basato su obiettivi comuni per il futuro alla presenza dei premier di Egitto e Tunisia, paesi in cui e' nato il movimento, e il segretario della Lega araba. Siamo pronti a estendere questa partnership anche a tutti i paesi della regione impegnati in una transizione democratica. Questo partenariato sottolinea i valori comuni della liberta' e della democrazia ed e' basato sul rispetto della sovranita' degli stati e della gente la cui protezione e comune responsabilita' dei governi.

4) Il partenariato e' basato su due pilastri: un processo politico per sostenere la transizione democratica e lanciare le riforme, lotta alla corruzione, rafforzamento delle istitutzioni mirata a una maggiore trasparenza delle amministrazioni; secondo pilastro un quadro di aiuti economici alla crescita mirato a sostenere i paesi del partenariato nella transizione.

5) Invitiamo le istituzioni finanziarie internazionali, il settore privato e civile a partecipare e lavorare a questa iniziativa.

6) Il Partenariato di Deauville sviluppera' un'agenda economica che permettera' ai governi in transizione di andare incontro alle aspirazioni siuna crescita forte e facilitare i processi politici in corso. Tra questi il miglioramento della trasparenza, della gestione amministrativa e della partecipazione dei cittadini alla vita economica del paese; aumento della inclusione sociale con piu' opportunita' di lavoro per tutti; modernizzazione delle economie e sostegno allo sviluppo del settore privato e creazione di posti di lavoro e capitale umano; integrazione regionale nella globalizzazione.

7) Nel breve termine l'obiettivo e' quello di non danneggiare il processo delle riforme e sostenere la coesione e la stabilita' macroeconomica.

8) Nel medio e lungo termine sosterremo le sfide economiche dei paesi del partenariato verso una transizione sostenibile e un ampliamento delle opportunita' economiche secondo le priorita' identificate dai governi nazionali e le consultazioni con gli azionisti principali. 9) Monitoremo e lavoreremo in stretto contatto con le banche multilaterali per scegliere e rilanciare i programmi dei paesi del partenariato rivedendo le priorita' e il coordinamento.

10) Sollecitiamo un estensione del mandato della Bers per sostenere la transizione dei paesi verso una democrazia multipartitica, pluralismo e riforme di mercato.

11) Siamo impegnati a sostenere l'integrazione dei paesi del partenariato nell'economia globale attraverso un aumento degli scambi commerciali e maggiori investimenti nella regione.

12) Accogliamo con favore i programmi di azione di Tunisia ed Egitto preesentati ai donatori internazionali e siamo pronti a sostenerli. Le banche multilaterali di sviluppo metteranno a disposizione 20 miliardi di dollari inclusi 3,5 miliardi dalla Bei per i due paesi nel periodo 2011-2013 e i paesi del G8 sono gia in una posizione di contribuire con altri sforzi finanziari.

Intanto le forze fedeli al regime di Muammar Gheddafi hanno minato il terreno che si estende tutto intorno a Misurata. Lo ha denunciato il generale canadese Charles Bouchard, comandante della missione 'Unified Protector' lanciata dalla Nato in Libia. "Le informazioni pervenuteci in mattinata indicano che nell'area di Misurata e' stato creato un campo minato", ha affermato Bouchard nel corso di una conferenza stampa. Misurata e' la citta'-simbolo della resitenza dei ribelli in Tripolitania ed e' rimasta sotto assedio delle forze lealiste per piu' di due mesi. Nel frattempo la tedesca Anja Wolz, rappresentante in loco di Medici senza Frontiere, ha riferito che durante la notte i governativi sono tornati ad attaccare pesantemente un'altra citta' occidentale in mano ai ribelli, az-Zintan, 150 chilometri a sud di Tripoli, malgrado l'ennesimo cessate-il-fuoco offerto in apparenza appena ieri dalle autorita' pro-Ghedafi. "Debbono esserci stati un centinaio di bombardamenti", ha raccontato al telefono Wolz. "Non ho proprio contato, ma arrivavano quattro o cinque razzi ogni mezz'ora, anzi, ogni 15 minuti. E' un miracolo che nessuno sia rimasto ferito in modo grave. Zintan si sta svuotando, gli abitanti stanno scappando", ha aggiunto. La dottoressa tedesca ha riferito inoltre che lo stesso ospedale cittadino e' stato spostato a Jadu, un'altra localita' di montagna controllata dagli insorti, 18 chilometri piu' a ovest.

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