Il direttore del Tg1 Minzolini non è indagato
| Talk show/ Antonio Verro (Cda Rai): "La nostra fonte normativa è la Commissione di Vigilanza" |
INTERVIENE ALFANO - Un'ispezione ministeriale negli uffici giudiziari di Trani: Angelino Alfano annuncia la sua decisione all'indomani delle rivelazioni sull'inchiesta dei magistrati pugliesi a proposito di presunte pressioni del premier, Silvio Berlusconi, per bloccare Annozero (il capo del governo è indagato assieme al commissario dell'Agcom, Giancarlo Innocenzi, e al direttore del Tg1, Augusto Minzolini, del quale sono state intercettate alcune telefonate con Berlusconi). "L'inchiesta di Trani, il cui contenuto non conosco nel merito - ha dichiarato il ministro della Giustizia a margine di un incontro che si è svolto all'ospedale di Agrigento - evidenzia almeno tre gravissime patologie che sono chiare anche allo studente che affronta all'università l'esame di procedura penale. E cioè: un problema gravissimo di competenza territoriale, un secondo problema di abuso delle intercettazioni, e un terzo che riguarda la rivelazione del segreto d'ufficio". "Oggi stesso invierò gli ispettori a Trani per andare a verificare cosa è successo - ha annunciato il Guardasigilli. - Ovviamente senza interferire nell'indagine, potere che non mi compete, ma soltanto per capire come possano verificarsi queste gravi patologie".
NO COMMENT DALLA PROCURA DI TRANI. "Non siate cocciuti, non parlo, buona domenica!" afferma ai cronisti il procuratore della Repubblica, Carlo Maria Capristo, che ha lasciato il suo ufficio. Qualche minuto prima che Capristo lasciasse il suo ufficio, il pm titolare dell'indagine nella quale sarebbero state fatte le intercettazioni, Michele Ruggiero, aveva frettolosamente lasciato la stanza del procuratore - dopo che si era intrattenuto per qualche tempo - e, dribblati i giornalisti, si era chiuso nel suo ufficio.
DI PIETRO ATTACCA MINZOLINI E AGICOM. "Abbiamo presentato un'interrogazione urgente rivolta al premier per chiedergli con quale diritto si è arrogato il potere di condizionare un organo di controllo come l'Agcom chiedendo la chiusura di 'Annozero'. Il responsabile dell'Agcom Innocenzi deve dimettersi ed essere cacciato a calci nel sedere, così come il direttore del Tg1 Minzolini". Lo ha annunciato Antonio Di Pietro in una conferenza stampa, commentando la ricostruzione di alcune intercettazioni telefoniche pubblicata da Il Fatto Quotidiano. "Le pressioni di Berlusconi sull'Agcom per far chiudere 'Annozero' - aggiunge in una nota il presidente dei deputati Idv, Massimo Donadi - sono la prova che siamo al regime, al fascismo mediatico. Le forze democratiche di questo Paese devono reagire con durezza e determinazione a questo tentativo di piegare l'opinione pubblica con una finta informazione". 
Minzolini-Berlusconi
TELEFONATE PER CHIUDERE ANNOZERO. Secondo Il Fatto Quotidiano, Silvio Berlusconi, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e il commissario dell'Authority Giancarlo Innocenzi sarebbero indagati nell'ambito di un procedimento aperto dalla procura di Trani e condotto dal Pm Michele Ruggiero. All'attenzione della magistratura sono finite, scrive Il Fatto, alcune intercettazioni della Guardia di finanza di Bari (comprese quelle con il Dg Rai Mauro Masi che però non risulterebbe tra gli indagati) in cui il premier farebbe "pressioni" per arrivare alla chiusura di 'Annozero' di Michele Santoro e in cui si lamenterebbe tra gli altri anche di 'Ballarò' e 'Parla con me'. Minzolini (secondo il quotidiano chiamato "direttorissimo" al telefono dal premier), invece, nelle intercettazioni rassicurerebbe Berlusconi su alcuni servizi del Tg1.
LE REAZIONI. Secondo Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, "le frasi pronunciate dal signor Di Pietro contro Augusto Minzolini e Giancarlo Innocenzi sono degne di uno squadrista". "In pochi giorni, parlando di altri (a partire da Berlusconi), Di Pietro ha citato Pinochet, Mussolini, Lucifero, e sempre parlando del Premier, lo ha definito un "assassino della democrazia". Questa - aggiunge Capezzone in una nota - è semina di odio e di violenza, che dovrebbe fare paura ai veri democratici e ai veri liberali. Ma ancora una volta, la sinistra, muta e obbediente, segue l'Idv".
Opposta la reazione del Partito democratico. "Le pressioni avrebbero come obiettivo proprio i talk show della Rai - afferma il vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda. - Si tratterebbe di interventi talmente violenti che Mauro Masi avrebbe detto che certe pressioni non si ascoltano neanche nello Zimbawe. "Se queste notizie non vengono immediatamente smentite - conclude Zanda- costituiscono una conferma sia del processo di spappolamento dello Stato messo in atto dal governo Berlusconi (a che serve un'Autorità indipendente se al suo interno ci sono commissari prendono ordini direttamente dal Presidente del Consiglio?), sia la totale inutilità della legge Frattini sul conflitto di interessi".



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