Il centro Wieshental premia la Germania

Sabato, 15 gennaio 2011 - 11:00:00

gerarchi nazisti

Molti sono oramai alla fine dei loro giorni, ma la cosa non sembra suscitare pietà nei loro cacciatori i quali, anzi, continuano a braccarli. Secondo l'ultimo rapporto redatto dal centro Simon Wiesenthal, specializzato nella ricerca degli ex-nazisti, per il secondo anno consecutivo, si é registrato a livello mondiale un aumento delle inchieste per crimini di guerra commessi durante la seconda guerra mondiale. Nel biennio 2009/2010 le indagini avviate sono state 852 a fronte delle 709 accertate fra il 2007 e il 2008.

Secondo il Centro Wiesenthal quest'impennata d'attivismo sarebbe dovuta sia a una maggiore sensibilità riguardo al problema di questi crimini, sia al fatto che, proprio a causa dell'età avanzata degli accusati, più impellente é la necessità di fare chiarezza sui loro crimini.
Tuttavia l'aumento delle indagini non é l'unica sorpresa che si trova nel rapporto. La Germania, spesso criticata in passato per la sua reticenza nel perseguire le atrocità naziste, risulta essere il paese che ha maggiormente aumentato il numero d' indagini avviate passando da 27 casi nel biennio 2007/2008 a 177 negli ultimi due anni. In virtù di questo dato, nella speciale classifica del centro in cui viene valutato l'impegno con cui un paese persegue i crimini nazisti, alla Germania é stato dato il massimo dei voti.

Nei rapporti passati questa onoreficienza era stata assegnata solo agli Usa. Molto più duro é invece il giudizio su un vicino della Germania: vale a dire l'Austria. Benché il Centro Wiesenthal ritenga che nel paese natale di Hitler si nascondano molti ex-SS, Vienna non ha portato a termine una sola indagine negli ultimi 30 anni e ha addirittura rifiutato di estradare in Croazia l'ex-ustascia Milivoj Asner. Questa valutazione non stupisce più di tanto il centro Wiesenthal in quanto l'Austria é stata spesso accusata di non aver alcuna memoria storica del suo passato in quel periodo tanto da essersi autoinclusa nella gamma delle vittime del nazismo, ignorando invece il consenso riscosso da Hitler nel paese e la partecipazione austriaca ai crimini nazisti

Anche l'Italia viene menzionata nel rapporto; secondo i cacciatori di nazisti nel nostro paese sarebbero in corso 43 indagini e nel biennio 2009/2010 sarebbero state emesse tre sentenze di condanna in contumacia.

 

 

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