Il Carroccio stoppa le riforme del Cav. E Bossi pensa a un vicepremier leghista

Giovedì, 19 maggio 2011 - 08:34:00


bossi berlusconi

Quello di oggi tra Berlusconi e Bossi sarà un incontro interlocutorio. Tutto congelato. Se ne riparla dopo il 29 maggio. Silvio Berlusconi vuole evitare qualsiasi 'passo falso' prima dei ballottaggi e mette in 'stand by' la riforma della giustizia, il ddl sull'allargamento della squadra di governo, il decreto anti-ruspe. Perfino il testamento biologico, proprio per evitare che la maggioranza possa andare sotto, e' stato rinviato. Non dobbiamo - questo il ragionamento - offrire occasioni di attrito con la Lega, non bisogna dare a Bossi un pretesto per rompere. Ma la strategia del Cavaliere, messa a punto in queste ore, e' rivolta soprattutto a riconquistare i voti dei moderati, che a Milano hanno scelto Pisapia. Dunque, nessuna forzatura o accelerazioni in Parlamento sui provvedimenti in materia di giustizia. Un capitolo da affrontare in vista dei ballottaggi e per mettere al sicuro il prosieguo della legislatura e' proprio il rapporto con Bossi, che va assolutamente ricucito, anche se oggi il Senatur ha rotto il silenzio e ha tranquillizzato sulla tenuta del governo, ma ha anche mandato un messaggio chiaro al premier: la Lega non affondera' con il Pdl. Nel partito di via Bellerio, pero', si sottolinea come dopo i ballottaggi a dettare l'agenda non sara' piu' solo Berlusconi. Oggi in Cdm passera' il sesto decreto sul federalismo fiscale. Il Cavaliere, spiegano fonti di via dell'Umilta', teme pero' che il Carroccio, sorpreso dal risultato non eclatante alle amministrative, intenda voler rimarcare maggiormente le distanze da Berlusconi e dal Pdl e tornare a caratterizzarsi come partito di lotta e ben ancorato sul territorio. Per questo, potrebbe - questa la preoccupazione - 'bloccare' i provvedimenti sulla giustizia, a cominciare dalle intercettazioni, ma anche la riforma dell'ordinamento giudiziario per finire con il processo breve. Ed e' proprio sulla legge che ora si trova in Commissione al Senato che si nutrono nel Pdl i maggiori timori. Berlusconi, anche in questi giorni, e' tornato a porre ai suoi interlocutori la questione dei processi. Non hanno capito - e' il ragionamento del Cavaliere - che la magistratura mi impedisce qualsiasi tipo di attivita' politica, ha messo sotto tutela il Paese e il Capo dell'esecutivo. C'e' tra i consiglieri giuridici del premier chi sottolinea l'eventualita' di una condanna nel caso in cui non passera' il processo breve a palazzo Madama. "E' chiaro - riflettono fonti parlamentari di via dell'Umilta' - che se la Lega si mette in mezzo sulla giustizia si rompe". Il partito di via Bellerio è in attesa: ha gia' fatto sapere - spiegano fonti del Carroccio - che dopo i ballottaggi occorrera' una verifica programmatica.

Ovvero la Lega vuole dettare l'agenda: niente riforma della giustizia, bisogna parlare dei problemi della gente e non di quelli di Berlusconi. Occorrera' capire dopo il 29 maggio se ci sara' un nuovo 'patto' tra il Capo dell'esecutivo e il leader del Carroccio. Oggi intanto ci sara' il primo incontro. Sul tavolo ci sarebbe anche la richiesta avanzata da tempo e ribadita in queste ore di avere un vicepremier 'leghista' a palazzo Chigi. Una nomina che Bossi insegue da tempo, ma che in queste ore viene riconsiderata per poter ripartire di slancio. "Quando Berlusconi dice che da oggi in poi servono scelte condivise vuol dire che fino a questo momento e' stato lui a prendere tutte le decisioni. La Lega ora chiedera' collegialita'", sottolineno fonti parlamentari del Carroccio. Berlusconi vorrebbe che dal dicastero di via xx settembre arrivasse un segnale importante sull'economia, ma i dati - osservano fonti parlamentari del Pdl - sono sempre quelli e non e' possibile dar vita a quella 'scossa' chiesta a piu' riprese dal Cavaliere. Il presidente del Consiglio vorrebbe risponderer alle richieste avanzate dagli imprenditori che il 26 maggio torneranno ad invocare la riforma tributaria. Berlusconi sa che la partita futura si gioca tutta sui temi economici e per questo motivo ritiene centrale la riforma del fisco. Berlusconi deve fare i conti anche con i 'Responsabili': al momento sul piede di guerra ci sono Belcastro, Porfidia e Iannaccone, ma i tre potrebbero portarsi dietro anche Siliquini, Pionati e altri parlamentari. "C'e' la concreta possibilita' che il gruppo si sfasci". Sullo sfondo c'e' sempre l'appuntamento del 29 maggio: ieri durante un vertice Roberto Formigoni ha criticato Letizia Moratti per le accuse che sono state lanciate a Cl. Lo stesso Silvio Berlusconi non avrebbe gradito alcune posizioni espresse dal candidato sindaco del Pdl nel capoluogo lombardo. La verita' - ha osservato il Cavaliere nel vertice di ieri - e' che la Moratti non gode delle simpatie dei milanesi. Preoccupazioni anche sul voto di Napoli: il Pdl campano e' preoccupato e al momento non e' prevista una presenza del Capo dell'esecutivo neanche nella città dove e' candidato Lettieri.

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