Il Veneto dà il via libera allo Statuto. Riduce consiglieri e costi della politica

Mercoledì, 19 ottobre 2011 - 09:42:32


 

Zaia

Il Veneto è l'ultima regione d'Italia a dotarsi di uno statuto regionale. I cittadini veneti hanno dovuto attendere decenni prima di poter vedere la loro carta costituzionale. Oggi, il consiglio regionale ha approvato la 'Magna Charta' del Veneto dopo una maratona d'aula durata interi giorni, fatti di ostruzionismo e discussioni. Il presidente, Luca Zaia esulta di fronte al documento costituzionale del Veneto che, assicura, darà una sforbiciata ai costi della politica rimettendo in salute i bilanci (prima dell'approvazione il consiglio regionale del Veneto ha approvato a larghissima maggioranza due ordini del giorno. Con il primo si impegna a stabilire con legge la soppressione dell'assegno vitalizio e la sua sostituzione con un sistema previdenziale contributivo. Con il secondo assume l'impegno di inserire nella nuova legge elettorale una norma che limita a due mandati consecutivi quelli ricoperti dal presidente della Giunta, dagli assessori e dai consiglieri)

"L'impianto di questa carta fondamentale - ha sottolineato il governatore - che si rivolge a tutti i cittadini del Veneto è di rilevanza epocale perché, in questo momento di disorientamento e persino di collera dei cittadini di fronte ad alcune perversioni in cui è caduta parte della politica, il nostro Statuto anticipa e regolamenta provvedimenti che rappresentano un duro colpo alla cosiddetta `casta'. Grazie ad essi, possono diventare strutturali interventi economici che, nell'ottica e nella prassi del miglior federalismo, rendono stabili i principi di efficienza, di controllo e di risparmio."

"Nello Statuto - ha spiegato il Presidente - si parte dalla descrizione analitica dell'organizzazione federalista del Veneto, inteso come un territorio unitario che si dà istituzioni che partono dal basso - i nostri 581 Comuni e le nostre sette Province - e che si autoregolamentano. A 63 anni dalla Costituzione repubblicana, finalmente essa viene interpretata in un alto documento della vita nazionale, in senso federalista. Ciò che finora la prassi centralista aveva precluso, noi attuiamo. Questa è la lezione di uno dei nostri grandi punti di riferimento, Luigi Einaudi. Il primo principio del federalismo - conclude il governatore leghista - è l'ingegneria istituzionale che parte dal Comune e si concretizza in un patto tra pari in cui la parte più vicina al cittadino deve essere messa in grado di svolgere la maggior parte delle funzioni."

 "Che non si pratichi e non si teorizzi il cosiddetto centralismo regionalista - ha precisato Zaia che è intervenuto in consiglio regionale per l'approvazione del nuovo Statuto del Veneto che ha visto la luce dopo quarant'anni dall'istituzione delle regioni - è dato da una visione complessiva in cui viene esplicitato che la Regione si autolimita nell'esercizio del proprio potere. Lo strumento delle nostre istituzioni è il federalismo fiscale, capace di assicurare risorse strumentali ed economiche alle autonomie locali, affinché esse finanzino le proprie funzioni. E noi, che abbiamo predicato i costi standard rispetto a territori e istituzioni disattente e sprecone, rendiamo questa filosofia di relazione con i cittadini norma non transitoria nel territorio che i cittadini ci hanno chiesto di governare. Ciò permetterà un passaggio qualitativo straordinario: radicarci nel principio di efficienza e passare dal controllo delle carte al controllo dell'efficienza."

Nella relazione con il cittadino, a proposito del fisco, ha detto Zaia, "questo Consiglio ha sancito la fine dello Stato borbonico e poliziesco. Regione e contribuente sono su un piano di parità, perché il contribuente ha diritto di essere percepito dall'istituzione come il proprio punto di riferimento, e titolato di buona fede fino a prova contraria."

"Che questo Statuto sia una finestra aperta sulla contemporaneità e su ciò che i cittadini ci chiedono è dato anche dal taglio ai costi della politica. Non è stata una battaglia nominalista, su un numero, che sancisse la vittoria di uno schieramento, ma il richiamo forte e chiaro a tutti sul fatto che qui dentro i sovrani sono i cittadini. Su questo si sono mosse sensibilità diverse, ed è stato giusto, onesto e trasparente che esse si siano manifestate a prescindere dai tatticismo del momento. Rispettabile la posizione di chi chiedeva il mantenimento dello statu quo; altrettanto rispettabile la posizione di chi, come il sottoscritto, chiedeva una radicalità nel taglio."

"Credo che, tutti insieme, si possa riconoscere che ha prevalso un criterio di riferimento che penalizza i partiti più grandi, che non censura il diritto delle minoranze, che garantisce una libera dialettica. Ma anche che, senza l'indicazione di un obiettivo più stringente, forse non saremmo arrivati a un taglio che riduce di una quindicina di unità il numero complessivo di consiglieri e assessori. È la prima di una serie di norme antisprechi che abbiamo voluto tutti insieme e che caratterizzano la natura profonda di una regione che vuole sentirsi riconosciuta, credibile e vicina nella relazione con i propri cittadini."

 
 'Di positivo ci sono una nuova 'Carta' costituzionale, adeguata ai tempi ed alle esigenze gestionali di una Regione che vuole essere ancora protagonista nei prossimi anni, ed una riduzione dei costi e della burocrazia - questo il commento a caldo di Andrea Tomat, Giuseppe Sbalchiero e Massimo Zanon rispettivamente Presidente regionale Confindustria, Confartigianato Imprese e Confcommercio del Veneto - pochi minuti dopo il voto definitivo in Consiglio Regionale che ha dato vita al nuovo Statuto del Veneto. 'Lo Statuto sino ad oggi in vigore - proseguono i tre Presidenti- venne approvato il 22 maggio 1971, quaranta anni fa. E nelle condizioni socio economiche di quegli anni affondava i propri articoli e principi. Era assolutamente necessario rimodernare la 'carta costituzionale' per aprire una nuova fase che, speriamo, rivoluzionera' l'operativita' del Consiglio Regionale stesso. Uno degli obiettivi che e' stato raggiunto e' quello di avere un Consiglio che lavorera' in maniera piu' snella dato che saranno limitate le assurde pratiche ostruzionistiche di cui abbiamo avuto triste esperienza sulla nostra pelle di imprenditori in occasione dell'approvazione del secondo Piano Casa'. 'Sul piano del risparmio - proseguono Tomat, Sbalchiero e Zanon -, troviamo che la soluzione - un consigliere ogni centomila abitanti - sia un buon compromesso. Oggi in Veneto abitano poco piu' di 5milioni di persone e non crediamo che questo numero possa variare in modo repentino. Cio' significa che la casta regionale perdera' certamente una decina di consiglieri. Un bel segnale ed un risparmio che va ad aggiungersi a quello, forse piu' interessante dal punto di vista quantitativo, della modifica dei criteri per la costruzione dei gruppi consiliari. La macchina operativa costa moltissimo'. 'Adesso, approvato lo Statuto, auspichiamo che si possa arrivare in tempi brevi anche alla definizione del nuovo Regolamento in modo da cominciare a lavorare il prima possibile in modo snello e piu' moderno'. 'Va dato merito al Presiedente Zaia - concludono i tre leaders veneti - di aver preferito la discussione e la trattativa al muro contro muro. Cio' gli consente di passare alla storia per aver approvato lo Statuto del Veneto. Un ringraziamento particolare lo vogliamo tenere per Carlo Alberto Tesserin che con determinazione e coerenza ha seguito gli estenuanti lavori nella commissione speciale da lui presieduta sin dai primi lavori del 2000. Un lavoro di mediazione importante che ha permesso alla fine anche alla nostra regione di avere una nuova carta'.
 

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