Il Papa bacchetta il Cav
Anche oltre Tevere si sono accorti che il tasso etico dell’Italia è in caduta libera. Non si capisce se il Papa, nello scrivere a Napolitano in occasione del suo viaggio in Germania, si riferisse alle vicende delle escort, alla corruzione, o a tutt’e due. Però è chiaro che anche Benedetto XVI è arrivato alla conclusione che nel nostro paese c’è bisogno di un rinnovamento morale, esprimendo “l'auspicio di un sempre più intenso rinnovamento etico per il bene della diletta Italia”.
Fuga ogni dubbio interpretativo il portavoce del Vaticano, padre Federico Lombardi, secondo il quale quando il Papa fa appello ad un "rinnovamento etico" si riferisce ad una "serie di problemi" nel nostro paese tra i quali i “comportamenti personali” (malcelata allusione a Berlusconi).
Sebbene il tono sia garbato e la denuncia ammorbidita dall’assenza di riferimenti personali, il messaggio segnala un allarme del Vaticano per la piega che sta prendendo la vita pubblica italiana. Non va trascurata poi la lettura politica. A parlare infatti non è stato un parroco di paese col maglione e la chitarra, ma il Papa, indice di una presa di distanza del mondo cattolico soprattutto da Berlusconi e dal suo partito, a differenza di quanto accadeva fino a pochissimo tempo fa, quando Berlusconi poteva ripetere che i valori cattolici sono tutt’uno con i valori del Pdl.
A parte che oggi è un po’ più difficile sostenerlo, resta il dato politico di un Papa che addita l’andazzo delle cose e chiede un cambiamento. È un sintomo di una virata politica al di là del Tevere? Può essere, anche se finora Ratzinger non è mai stato veramente duro con Berlusconi e un governo ritenuto “amico”, dal quale magari aspettarsi qualche favorino - sulle scuole cattoliche per esempio. Forse siamo in fase di riposizionamento e anche il Vaticano si accinge a scendere dal carro dell’ex vincitore.



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