Monti uomo delle meraviglie - La prima biografia non autorizzata del premier
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Alla puntata di Iceberg, il talk show di Telelombardia per la conduzione di Stefano Golfari, partecipa anche Claudio Bernieri, l'autore dell'ultimo libro edito da Affari Italiani Editore. La puntata del talk show, dal titolo "Tempo da lupi, politica nella bufera", vedrà anche la partecipazione di Gianni Barbacetto (giornalista del Fatto Quotidiano), della senatrice Ombretta Colli, nuovo acquisto della giunta Formigoni, dell'onorevole Alessia Mosca del Pd. Insieme a loro, il professor Carlo Pelanda, economista e docente di studi globali Georgia (Usa) e l'onorevole del Carroccio Gianluca Pini. In collegamento da Roma Uno Tv ci sarà invece Gabriella Carlucci, onorevole dell'Udc. |
Affari Italiani Editore pubblica la prima biografia non autorizzata del premier Mario Monti. Di seguito l'introduzione a "Il Sacro Monti", scritta da Claudio Bernieri, giornalista professionista, già inviato di guerra per l'Europeo in Africa, Balcani e Medio Oriente.
L'introduzione di Claudio Bernieri
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Monti è già un Santo. Standing ovation per il Monti Style, prossimamente su Vogue Borsa. Tutto bici, messe e Loden: di domenica già il tutto esaurito nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, la chiesa del Cenacolo, dove Mario Bin Loden prega con prudenza, distacco, equilibrio e rigore. È un modello cool come lo furono a suo tempo l’Avvocato e Bertinotti. È lo stile “Amministratore di Condominio”. Tutto Scala, Cernobbio e Bruxelles. Se non santo subito, un mito da rotocalco.
Già di moda le vacanze a Saint Moritz a pescare al laghetto Silvaplana dove Monti passeggia con la moglie Elsa in piumino Armani coloro rosa. È cool fare la spesa al mercato rionale di piazza Wagner, dove si può incontrare l’Elsa avvolta in piumino argenteo e pantalonissimi Armani.

Già trendy fermarla e chiederle un autografo da porre sulla mela annurca o sulla cicorina con radice. Anima calvinista, senechiana e gesuitica insieme: lui ha esondato In 1/2 h di Rai tre, e per lui Lucia Annunziata ha allungato la trasmissione a un’ora e dieci.
Intanto le leggende complottiste fioriscono sulla Rete, i giornali finanziari inglesi lo paragonano a Harry Potter, la data della sua nomina a senatore –11-11-11– viene giocata al lotto e qualcuno scriverà prima o poi il libro «I tre undici che hanno cambiato il mondo», sequel di quello di Reed sulla rivoluzione bolscevica. Ma Monti ha qualcosa di potenzialmente molto più dirompente di un santo tecnico. Potrebbe salire agli altari come leadership di un futuribile partito di centro, che consacrerebbe i Casini i Rutelli e i Passera, più il guru barbuto di Sant’Egidio, come gli unti pronti a riunire di nuovo la diaspora del gregge democristiano. Sotto la guida di un Beato delle Banche, Mario Monti.
La sua, come Televip, è poi una estatica overdose comunicativa: è diventato il protagonista di una raffica di interviste (da Bruno Vespa a Fabio Fazio passando per Lilli Gruber) riuscendo, come detto, anche nel miracolo della moltiplicazione del tempo di In 1/2 h. Anche quando è al TG1 e il format tende al sonno, SuperMario piace al telepubblico ormai dipendente dal televoto dell’Isola dei Famosi e di Sanremo.
Ma Monti precipitato nella bolgia infernale della politica parla ex cathedra. Il parlar forbito ma oscuro è il suo pane quotidiano, il Pater Noster di Monti è un grafico dello spread e la moltiplicazione dei rendimenti. La tv è il suo esegeta e intona il salmo: Liberalizzare... Leader di una nuova Dc? Si fa nebuloso. Nel Pdl i teocon alla Quagliariello e alla Gasparri lo attaccano quotidianamente considerandolo un pappamolla per le posizioni etiche contro i taxisti. Ma hanno paura di lui perché erode il loro consenso. Stesso timore nella Lega. Altrettanto nel Pd.
Affari italiani Editore ha già pubblicato:
"ASA IV - La clinica degli orrori. Santa Rita: la storia e la sentenza" a cura di Federica Mauri e Giuseppe Morello
"Escort da URL - Viaggio nella nuova prostituzione on e off line" di Claudio Bernieri
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AFFARI ITALIANI EDITORE PRESENTA LA PRIMA BIOGRAFIA DI MARIO MONTI
Che cosa ha detto veramente Mario Monti? Da dove viene il bocconiano tutto numeri e ironia? Qual è stata la sua formazione scientifica? Quali sono stati i suoi maestri di vita? È veramente il salvatore dell'Italia? O solo un rappresentante dei poteri forti? È un massone? Un banchiere complottista? Un super liberista? Un eroe forgiato nelle scuole dei gesuiti che ha poi schiacciato a Bruxelles Bill Gates? O, infine, come lo definisce il Financial Times, un leader a tempo? O tutto sommato un povero cristo magari solo un po' narciso che ci ha messo la faccia proiettandosi senza gradini intermedi direttamente a Palazzo Chigi?
Una narrazione puntuale, a tratti anche dissacrante, del Monti anticasta e antipolitico: il suo "Tabernacolo" in Bocconi, il suo stile di vita, la dialettica ad effetto che buca lo schermo, scala gli indici d'ascolto, ipnotizza i giornalisti, un certo coraggio anticonformista con il quale riformerà l'articolo 18. E ancora: il suo loden molto milanese, diventato subito un trend, le prime alla Scala, la moglie crocerossina Donna Elsa, le sue cene a Palazzo Chigi, il fuoco amico della stampa dei partiti tradizionali cui Supermario sta succhiando voti e simpatie. |
Con lui al governo, sale il fermento anticasta nell’etere. Il mattatore della prima rete è sempre più spesso il Presidente austero del Consiglio. Lilli Gruber o l’Annunziata siedono chete, in stile sobrio. Niente domande serrate, ficcanti, vibranti: Monti, con humour rutilante, rivela ipnotico che in virtù del decreto ci ricorderemo di rinnovare la carta d’identità per tempo.
Da Vespa o da Fazio, quasi ogni sera, peronianamente ma in cravatta asburgica, il beato premier parla seduto, da rector, da Gesù nel Tempio, punta i gomiti, duetta con se stesso. Il servilismo dei giornalisti trasformano le interviste di Monti in un discorso alla nazione, niente dialettica da bar, di un La Russa che si inalbera, di una Santanchè con il dito medio alzato, è task force di consapevolezza. È un santo governo il suo, che dà sempre l’impressione di sapere esattamente quello che fa, è un governo robot già programmato che non ha bisogno di girare con le scartoffie, è fatto di cyber-ministri frutto di Artifical Intelligence, è austerità in stile Matrix ma col grigiore della peggiore lezione alla Bocconi sotto Natale, che neanche Prodi sarebbe riuscito ad annoiare tanto. È la politica del televoto, se non vi va bene c’è sempre Luxuria all’Isola dei Famosi.
Ma poi, a teleschermo spento, a numero di varietà terminato, al di là delle polemiche, delle discariche internettiane, dell’overdose di articoli di fondo, il pubblico delle piazze mediatiche dei talk show, gli edicolanti e i farmacisti che si svegliano dall’ipnosi poi si chiedono, ora frastornati, ora felici, ma sempre in mutande: ma cosa ha veramente detto e fatto Mario Monti, ex commissario a Bruxelles ed ex professore in Bocconi, per piacerci così tanto? Ci porterà fuori dal baratro, come Gesù insegnò a pregare? Che cosa propone veramente? Da dove viene? E nella concretezza: riuscirà a far abbassare il prezzo della benzina, e a rialzare le pensioni? C‘è chi però lo ritiene il diavolo. Woland giunto al Senato per compiere mirabilie destabilizzanti. Amato come il Dalai Lama dal governo cinese.
Monti conosce le insidie dei regolamenti e lo stress delle interminabili sedute in consigli di amministrazioni, quindi, stando seduto sul suo soglio di Papa Nero della Crisi potrà aver immaginato la morbosa propensione al linciaggio del colosseo mediatico, tuttavia sale un tale senso di vertigine di fronte alla violenza declamatoria cui è stato a volte sottoposto, accusato di complottismo, di massoneria, di essere rappresentate dei poteri forti, delle banche, della speculazione internazionale...
Aggiungere last but not least che Monti ha studiato dai gesuiti e che la sua azienda di famiglia è la Bocconi, Finora ha fatto sul serio chapeau, dice invece Sarkozy. Dichiarazione del 31 gennaio, a Parigi. La leggenda dei complotti che girano intorno al diabolico Mario Monti sembrano pazzia alla Friedrich Nietzsche, conformismo, manipolazione.
Dopo una navigazione su Internet ci si può convincere che Monti sia Faust. Quei modelli vacanzieri di successo che sono i blog, le grandi crociere tra le news che galleggiano sul web, i siti inconsapevolmente abilitati al linciaggio, chiassosi e luminosi fino all’esplosione ricorrente della metafora del Titanic, con i loro balli sul ponte dei complotti, la musica e il tempo che se ne va mentre tutto rovina e si apre lo squarcio mortale della crisi pilotata dalla banca Goldman Sachs... tutto lo dipinge come un Merlino prono a diaboliche banche giudaico-americane.
Di riscontri oggettivi e motivazioni accettabili ve ne sono pochi. Fa scandalo la pervicacia militante di molti siti, che si vogliono democratici, che incensano la controinformazione, che dovrebbero essere legati al dogma dell’autonomia di giudizio della politica come contrappeso necessario alla funzione della storia: Monti è costantemente affiancato alla dottrina del Grande Complotto.
Chi avrà ragione?
Monti è comunque una grande icona, benedetta da quei tre quarti d’Italia che tifa per un paese normale con un governissimo che funzioni, con dei tecnici anche un po’ understatement ma con una certa abilità nel fare (quando la ministra Fornero scoppiò a piangere presentando alla stampa la sua riforma delle pensioni, rivelando emotività e umanità, il popolo del Televoto esultò) e solo un quarto degli italiani pratica costantemente uno sputacchiamento demenziale da circo mediatico.
A freddo, due mesi dopo la sua elezione, se allora provassimo ad analizzare il Montismo?
Più flessibilità può voler dire più occupazione. Questo il suo messaggio da premier. È la linea guida che Monti detta in vista della trattativa forse più complessa degli ultimi vent’anni, quella sul mercato del lavoro. Ora che il pacchetto rigore, quello sulla crescita e infine sulle semplificazioni possono considerarsi acquisiti, la madre di tutte le battaglie, quella dell’articolo 18 si avvicina... Poi, sul toto-DC in vista del pros- simo Conclave della neo Balena Bianca, quando il terzo polo e il trio meravigliao Rutelli-Fini-Casini deciderà se candidarsi alla guida del Paese, non si sa cosa farà Monti. Il Mario 30 cum Loden non è stato tuttavia, finora, né mago né santo. Austero, preciso, riservato, sicuro di sé, mistico, taumaturgo di moralità irreprensibile, gesuita mancato, così l’hanno descritto i suoi compagni di liceo. Qualità che lo hanno accompagnato negli anni del suo insegnamento alla Bocconi e durante la sua permanenza a Bruxelles.
Quasi un ideale candidato a diventare, già da oggi, venerabile, beato e santo. Il primo santo banchiere. Forse per alcuni Mario Monti, che sì è definito in diverse occasioni fedele seguace degli insegnamenti della Chiesa, avrebbe già tutte le possibilità ad ascendere al nobel dei mistici: gli altari. Ma come nasce allora un santo? Qual è l’iter burocratico-pastorale cui un determinato mortale viene sottoposto? Una risposta a questa domanda si può trovare nel “Manuale per istruire i processi di canonizzazione” scritto da Romualdo Rodrigo, avvocato della Sacra Rota e delle cause dei santi.
Prima della Riforma, un processo di beatificazione poteva essere avviato solo dopo 30 anni dalla morte del futuro probabile santo. Ora questo termine è stato ridotto a cinque anni, spiega il Rodrigo. Tecnicamente, il processo di santificazione ha due momenti, quello diocesano, con la costituzione del tribunale locale su iniziativa del vescovo nella diocesi dove il candidato alla santità è salito alla casa del padre; e quello vaticano, nella Congregazione delle cause dei santi. Il processo diocesano, che tra i protagonisti del dibattimento vede il postulatore (il prelato incaricato di raccogliere tutte le prove sulla santità del soggetto preso in esame), decolla definitivamente solo dopo che dal Vaticano è stato emesso il “Nihil Obstat”. Questo primissimo grado di giudizio permette di chiamare il futuro beato con il titolo di “Servo di Dio”. La vita dell’aspirante santo finisce così al vaglio della Congregazione delle cause dei santi per stabilire l’esistenza o meno delle virtù eroiche del candidato.
Certo, il processo di beatificazione di Mario Monti sul Corriere è in pieno svolgimento sin dall’11 novembre del 2011, data in cui si verificò la sua elevazione al soglio senatorio da parte del presidente Napolitano. Per diventare santo mancano però i miracoli: sarà l’abbassamento dello spread? La firma di un nuovo accordo con la Camusso? Dell’allungamento a un’ora di In 1/2 h abbiamo già detto... Ma da quando Monti ha ricordato le radici cristiane dell’Europa, molti nel Pdl, Pd, Lega e Udc gli hanno spalancato le porte della beatitudine. Tra le carte che si stanno raccogliendo prima di celebrare solennemente il Pandit Monti, un posto di assoluto rilievo dovrà essere dedicato alla sua futura negoziazione con Bagnasco sull’Ici che verrà, perché Bagnasco con la sua aria innocente e disinteressata alle cose materiali sostiene da sempre che gli enti ecclesiastici pagano l’imposta sugli immobili. Il beato bocconiano Primo Ministro dovrà forse evocare il fascino del bene comune, un tema che da metà dell’Ottocento attraversa la storia della Chiesa. Nel faldone che al ministero della Congregazione delle Cause dei Santi si sta raccogliendo in vista della beatificazione di Monti, è già stato inserito anche l’annuncio che il Premier, per celebrare il clima di austerità, ha rinunciato al suo stipendio.
Indossiamo quindi gli abiti di un immaginario postulatore medievale alla ricerca di tali virtù eroiche. Santo? Ma quanto santo? Perché i peccati di cui viene accusato il Pandit Monti dai suoi critici No Loden e dalla Santa Inquisizione della Rete sono assai gravi: complottista, goldmaniano, anti italiano, paramassone... Rogo o altare, quindi? Un’eresia nel panorama politico italiano? E che cosa rappresenta il Montismo?
Che cos'è Affari Italiani Editore?
Affari Italiani Editore non è una casa editrice tradizionale, elimina i costi e le complessità della distribuzione tradizionale e si rivolge direttamente ai lettori, ai quali offre libri di attualità, storie, idee, proposte di nuove frontiere del pensare e del progettare, libri su grandi temi politici, economici, culturali e di costume. Affari Italiani Editore è un progetto internettiano, figlio diretto della cultura della Rete e delle semplificazioni del web.
"Ancora una volta Affaritaliani.it arriva primo con un libro sul fenomeno Monti che ha modificato in poche settimane la politica e l'immagine dell'Italia", afferma il direttore Angelo Maria Perrino. "Dopo aver portato il giornalismo italiano sul web e il web nel giornalismo italiano, dopo aver rivoluzionato la forma giornale, con questo nuovo titolo su Monti proseguiamo nell'azione di profondo e strutturale rinnovamento dell'editoria libraria. In Affari Italiani Editore, grazie alla sinergia con il giornale on line e alla collaborazione di validi giornalisti esterni, il tempo che intercorre tra il momento in cui il libro viene pensato e il momento in cui esso viene messo in commercio on line è quasi un attimo, alla velocità del web. Vogliamo portare nel mondo dell'editoria italiana il nostro patrimonio genetico di nativi digitali, basato su velocità, leggerezza, senso delle novità, tempismo. Ci interessa far circolare rapidamente e con facilità le idee, le storie, le opinioni, i fatti e le piccole vicende italiane e di paesi stranieri. Poco importa se il tutto starà in un I-Pad, in un lettore per e-book o sulla cara e vecchia carta. Quel che conta è la semplicità dell'acquisto e prezzi di copertina accessibili e talvolta irrisori."
Il terzo libro della giovanissima Affari Italiani Editore uscirà il 20 febbraio.
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Affari italiani Editore ha già pubblicato:
"ASA IV - La clinica degli orrori. Santa Rita: la storia e la sentenza" a cura di Federica Mauri e Giuseppe Morello
"Escort da URL - Viaggio nella nuova prostituzione on e off line" di Claudio Bernieri
Claudio Bernieri (Milano, 1958), giornalista professionista, è stato inviato di guerra per l'Europeo in Africa, Balcani e Medio Oriente. Ha fondato la web tv letteraria Milanosmarritatv. Autore di "Non sparate sul cantautor. Ill suo ultimo libro è un'inchiesta sul campo: "ESCORT DA URL - Viaggio nella nuova prostituzione on e off line" Affari Italiani Editore.


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