Il Nord-Est molla Lega e Pdl. E Tosi flirta con Fini e Casini

Martedì, 18 ottobre 2011 - 11:19:04


 

Zaia 2

Oggi pomeriggio il consiglio regionale del Veneto si riunirà per votare il nuovo Statuto del Veneto, dopo aver licenziato sabato scorso tutti i 64 articoli del nuovo testo statutario. Lo riferisce una nota del consiglio regionale del Veneto. Il percorso della nuova legge statutaria non si conclude tuttavia domani: per entrare definitivamente in vigore lo Statuto - come prevede lo Costituzione - dovra' essere votato una seconda volta a distanza di almeno 60 giorni e poi attendere i tempi di un eventuale impugnativa da parte del Governo (un mese) o di una eventuale richiesta di referendum popolare (entro tre mesi).

 
 'Incrociamo le dita'. Cosi' risponde il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia ai giornalisti che gli chiedono se sarà finalmente approvato lo statuto.
'Direi che questa è la vittoria di tutto il Consiglio regionale, la vittoria della politica - prosegue Zaia -. Quando si avrà modo di leggerlo dall'inizio alla fine, in tutti i suoi articoli, si capirà questo Statuto rappresenta un salto di qualità per il Veneto.
Stiamo, insomma, scrivendo una pagina di storia'. Sul numero dei consiglieri, in particolare sulla sua proposta di portarli a 30, di fatto bocciata dall'Aula, Zaia ha precisato che per ora preferisce non parlare. Zaia ricorda, inoltre, che dopo lo statuto arriverà il regolamento: 'io ho incontrato anche i capigruppo sabato pomeriggio e comune intendimento è quello di iscriverlo subito'. Secondo Zaia 'il nuovo regolamento permette alla maggioranza di avere efficienza nei tempi e all'opposizione la garanzia di trattare i progetti di legge che fa'.


Ma leggendo tra i codici e codicilli del nuovo statuto il governatore ne esce sconfitto: non si infatti trova la "fiducia", che Zaia avrebbe voluto sul modello di quella parlamentare per dare una sveltita ai lavori del consiglio, e a onor del vero non c'è manco "il governatore", che la Lega avrebbe voluto nero su bianco al posto del "presidente" per rafforzare anche nel lessico la distanza da Roma, e neppure i decreti legislativi, ad alto rischio incostituzionalità, il patto di stabilità regionale, rinviato ad altra legge, il consiglio dell'Economia e del Lavoro, che il Pd proponeva come cabina di regia permanente contro le crisi ricorrenti, l'area metropolitana Venezia-Verona, la parità di genere, di cui s'incontra il principio generale ma si rimanda per ulteriori informazioni alla legge elettorale che i maligni segnano in agenda nel 2013, e lo stesso dicasi per i limiti ai mandati, che tutti sembrano voler fermare a due.

Intanto il sindaco di Verona, Flavio Tosi è sempre nel mirino del cosiddetto cerchio magico, che in Veneto è incarnato dal segretario della Lega veneta, nonché sindaco di Treviso Gianpaolo Gobbo. Soprattutto dopo lo scambio di apprezzamenti tra il sindaco e Gianfranco Fini. Proprio il presidente della Camera ha espresso parole al miele per il primo cittadino scaligero capace di interpretare il disagio delle popolazioni del Nord-est e lo scollamento tra la base e il Carroccio. Alla domanda su che cosa pensa dell'apertura del sindaco di Verona Flavio Tosi a Fli e Udc, il leader di Futuro e Libertà risponde così:  "Tosi è un sindaco accorto, che comprende le ansie dei suoi concittadini. Anche lui tenta evidentemente di guardare al di là del bunker perché ha probabilmente compreso che l'asse di ferro tra Pdl e Lega si regge ormai solo sul patto personale tra Berlusconi e Bossi, entrambi sempre più distanti dalla società del Nordest. E un sindaco che voglia fare bene il suo lavoro non può rimanere asserragliato in un fortilizio vicino al potere e lontano dai cittadini".

Non solo Tosi è al centro della bufera. I parlamentari veneti Fabio Gava e Giustina Destro che non hanno rinnovato la fiducia la governo rischiano l'espulsione dal Pdl. Ma per Tosi i guai non sono finiti: Il sindaco rischia la revoca della licenza di caccia. E' la conseguenza dell'incidente venatorio che avrebbe causato involontariamente sabato, nella riserva di caccia di Terzo di Aquileia, dove alcuni pallini di rimbalzo sparati dal suo fucile nel corso di una battuta di caccia alla lepre avrebbero colpito un altro partecipante, ferendolo lievemente. Gli atti dell'incidente venatorio sono stati trasmessi oggi dalla Squadra mobile di Udine alla Questura di Verona che ha concesso la licenza al sindaco e che e' anche competente per un'eventuale revoca. Revoca che, generalmente, in casi come questi, segue quasi in automatico. Non ci sono invece grosse novita' nelle indagini condotte in Friuli. I pallini sono stati posti sotto sequestro. Nei prossimi giorni gli inquirenti sentiranno il ferito, che sta meglio e ha una prognosi di 15 giorni, e ad altri partecipanti alla battuta di caccia. Ma il quadro della vicenda sembra essere abbastanza chiaro.

Quella della caccia è una vera passione per Tosi che lo ha portato anche a polemizzare col ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla a cui rimproverò di non capire nulla di caccia ("Al massimo sarà esperta di uccelli...") quando questa propose un disegno di legge che imporrebbe ai cacciatori di chiedere il permesso per entrare nei fondi privati.Tosi si è detto in passato pronto a imbracciare le armi per difendere la sua casa: "Se mi arrivasse qualcuno in casa di notte e non so cosa può fare a me o a mia moglie, io credo che gli sparerei", disse dopo che nell'agosto 2008 un tabaccaio ad Aprilia aveva ucciso un ladro. Tosi, che ha il porto d'armi per difesa personale, possiede una Beretta calibro 9.

Paolo Zanotto ha più volte contestato la condotta di Tosi e gli ha chiesto di disfarsene ed ora, dopo l'incidente di caccia in Friuli, rinnova l'invito. "Mi pare che abbia minimizzato l'accaduto - afferma - se lo sceriffo non vuole mollare la stella, almeno molli le armi". Altri, come il consigliere comunale del Pd Roberto Uboldi, scelgono l'arma (è proprio il caso di dirlo) dell'ironia: "Suggeriamo a chi lo incrociasse passeggiando in campagna o in collina di buttarsi a terra... non si sa mai".  Le battute si sprecano anche sui social network come Facebook e Twitter. Eccone un paio: "Altro che lepre, Tosi pensava di impallinare Bossi ma ha sbagliato bersaglio"; e ancora: "Tosi ferisce un compagno di caccia. Ci saranno pure un milione di moschetti ma è la mira che difetta".

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