Napolitano si prepara al bis. Ma se la deve vedere con Casini
Di Pietro Mancini
Il messaggio di nonno Giorgio Napolitano agli italiani, nella notte di San Silvestro? E' legittima la decisione di alcuni dirigenti della Lega Nord di non seguirlo, incollati sulle poltrone davanti alle TV. Altrettanto legittima è la decisione di alcuni giornalisti di ossequiare Napolitano come l'uomo del 2011, con Aldo Cazzullo, che si è meritato il "leccone d'oro", assegnato da Marco Travaglio all' editorialista del "Corriere" di De Bortoli. Peraltro, un altro, e non meno autorevole, commentatore del quotidiano di via Solferino, Galli della Loggia, nell'edizione di mercoledì, non ha potuto non ammettere che Il Parlamento-ovvero, il solo organismo legittimato dal voto degli elettori- non conta più niente ed è stato esautorato dal Capo dello Stato.
La formazione dell'esecutivo, che dovrebbe essere diretta emanazione della Camera e del Senato, è stato deciso al di fuori del Parlamento. Insomma, un blitz del Colle ci ha imposto i "tecnici della stangatona", con la benedizione della banche e di "Merkozy", al posto di Berlusconi. E, dunque, l'equazione reale dei poteri pubblici italiani, il quadro dei rapporti effettivi sono, ormai, lontani dallo schema, disegnato nella Costituzione Tutto questo, mentre vigono, ancora, la Repubblica parlamentare, la sovranità nazionale e popolare. Napolitano ha sostituito un governo, liberamente scelto dagli elettori, con un governo extraparlamentare di tecnici, di banchieri e di illustri sconosciuti.
Un'operazione dalla quale è legittimo, rispettosamente, dissentire. Ci stiamo avvicinando al 2012, in Italia, e non siamo nella Budapest del 1956. A Roma, il dissenso è ancora permesso, così come la sollecitazione a ridare la parola e le schede elettorali, al più presto, al popolo sovrano. In Ungheria, al contrario, i "compagni" di Napolitano, con il consenso dell'allora dirigente del PCI staliniano di Togliatti, impiccarono il capo della rivolta popolare, Imre Nagy. Buon 2012 a tutti, anche all'inquilino del Quirinale, per un altro annetto, salvo proroghe, auspicate dall'interessato, ma avversate dal concorrente, l'ambizioso "Pier Furby" Casini.


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