Il grande centro agita il Pdl Berlusconi: "Nessuno andrà via"

Giovedì, 29 dicembre 2011 - 10:04:08



 

berlusconi tribunale 1

L'attivismo di Pier Ferdinando Casini da una parte e il protagonismo di Roberto Formigoni dall'altra agitano il Pdl, ma Silvio Berlusconi invita i suoi a mantenere la calma, anche se qualche passaggio dell'intervista di ieri di Casini al Cavaliere non e' proprio andato a genio. Ma la linea e' minimizzare: Nessuno lascera' il Pdl, e' il ragionamento svolto dal Cavaliere con alcuni interlocutori, le 'manovre' di Casini non porteranno frutti e l'Udc capira' che solo tornando nel centrodestra, nella grande famiglia dei moderati italiani a cui stiamo lavorando da tempo, avra' chance di vittoria. Minimizza anche Maurizio Sacconi, che liquida con un poco generoso "minutaglie" la possibilita' che alcuni pidiellini possano andare con Casini. "C'e' bisogno di offerte politiche forti e inequivoche. E queste si realizzano solo in una logica bipolare e non in un centro concepito come luogo della mediazione su tutto", afferma l'ex ministro. Ma i 'movimenti' al centro non lasciano indifferente l'ala cattolica e moderata del Pdl. A preoccupare, viene spiegato, e' l'attivismo di alcuni esponenti come Pisanu ma anche Scajola e Formigoni, e la convinzione che le 'sirene' centriste e il pressing del leader Udc prima o poi sortiranno effetti. Il malcontento nel Pdl del resto, osservano le stesse fonti, cresce, soprattutto in vista dei nuovi provvedimenti che il governo Monti si appresta a varare. Il timore e' di rimanere, come gia' avvenuto per la manovra, schiacciati dalla necessita' di dover appoggiare misure che non rientrano nel programma del partito di via dell'Umilta'. Per questo oggi, come gia' avvenuto ieri, alcuni esponenti pidiellini sono toranti ad avvertire il Professore a non procedere con colpi di mano e consultare prima i partiti. Al centro dei ragionamenti c'e' il pacchetto liberalizzazioni: nel Pdl aumenta la preoccupazione che le misure a cui sta pensando Monti scontentino proprio le categorie da sempre vicine al partito di via dell'Umilta'.

 
A manifestare pubblicamente la linea che sta prendendo piede nel Pdl e' oggi Osvaldo Napoli, che chiede all'esecutivo uno stop, per riflettere e avviare consultazioni con le forze politiche prima di arrivare a decisioni. "L'Italia rischia di essere spacciata a causa delle politiche fiscali e di bilancio messe in atto da chi ¨ stato chiamato al governo
per salvarla", spiega il vicepresidente dei deputati pidiellini, aggiungendo che "il PdL ha lealmente sostenuto il governo votandogli la fiducia. Con altrettanta lealta' deve, a mio giudizio, chiamare un break per esigere una profonda revisione della politica fiscale fin qui messa in campo perche' essa rischia di condizionare fino a renderla vana qualsiasi politica di crescita. Il presidente Monti fara' bene a fermare le macchina per incontrare le forze politiche e concordare con loro i nuovi provvedimenti".
Dopo la pausa per le festivita' natalizie, Berlusocni avrebbe intenzione di riunire lo stato maggiore del partito per stilare un'agenda di priorita' e le proposte del Pdl da sottoporre al governo per rilanciare la crescita. La linea, viene spiegato, e' non farsi dettare l'agenda dai tecnici come successo per la manovra Monti deve capire che non puo' pretendere piu' che votiamo a scatola chiusa. Ma nel Pdl tutti, a partire da Berlusocni, sono consapevoli che l'appoggio al governo al momento non si puo' mettere in discussione, anche a rischio di lasciare spazio a 'manovre' politiche che mirano a scardinare l'attuale sistema bipolare. "Correremo ai ripari dopo la decisione sui referendum", afferma un big di via dell'Umilta'. Ma le parole di Casini fanno temere nel Pdl che l'operazione 'grande centro' sia ben oltre una fase embrionale: dobbiamo muoverci in tempo, non possiamo lasciare campo libero al leader centrista, e' l'allarme lanciato da alcuni maggiorenti del Pdl al segretario Alfano e allo stesso Berlusconi. "La riforma della legge elettorale sara' il banco di prova: li'", affermano le stesse fonti, si misurera' la capacita' e la forza di Casini. Ma non riuscira' a scardinare il bipolarismo, non conviene nemmeno al Pd".



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