Il Cavaliere perde pezzi. “Silvio non ha più il coraggio”

Giorni di fronda quelli che sta vivendo il Pdl. La crisi economica, la rottura con la Lega e l'Europa che pretende risposte mettono a nudo i nervi del Popolo della Libertà che si sfalda. Due i parlamentari che hanno dato l'addio a Berlusconi. Lei, Giustina Destro, dichiara: "Passo al Gruppo misto, lascio il Pdl. Sto al 100% con Montezemolo, che presto scenderà in politica". Lui, Fabio Gava, è sull'uscio con il cappello in mano.
Il destino dei due eretici veneti, finiti sotto processo dopo il mancato voto di fiducia al loro governo, prende - per ora - strade diverse. Detto che, a dieci giorni dal gran rifiuto (cui era seguita l'immediata minaccia di espulsione da parte del coordinatore regionale Alberto Giorgetti), nessuno li aveva ancora cacciati dal partito o dal gruppo parlamentare, ecco che l'ex sindaco di Padova prende l'iniziativa per prima. Lo ha fatto ieri sera, in diretta nazionale, dai microfoni della radio di Confindustria, confessando la sua totale adesione al progetto politico dell'ex padrone di casa, Luca Cordero di Montezemolo. "Berlusconi? - ha raccontato l'onorevole Destro alla Zanzara - Prima del voto mi ha chiamato più di dieci volte e io mettevo muto: pensavo fosse assolutamente inutile parlare con lui, perché politicamente non ha più la forza e il coraggio. Non è più l'uomo che ho conosciuto nel 1994 e fino al 2006".
E Montezemolo? "L'ho sentito anche ieri sera (domenica, ndr) e sta lavorando in maniera strutturale e intelligente. Scenderà in politica quando si andrà a nuove elezioni e io lavorerò al suo fianco".
Possibile - chiede il conduttore - che Berlusconi non le abbia offerto nulla per restare? "A me nulla - è la risposta, secca, di Giustina Destro - ma a Scilipoti moltissimo. Scilipoti arriva dall'Italia dei Valori e prima in aula attaccava Berlusconi in modo molto duro. Adesso Berlusconi va da Scilipoti...".
Fine di una storia lunga 18 anni. L'altro dissidente, Fabio Gava, è un passo indietro ma non ha avuto alcun ripensamento sulle possibilità che questo governo possa dignitosamente tirare avanti. Anzi, in una nota diffusa ieri, il parlamentare trevigiano ha invitato il premier Silvio Berlusconi a smetterla di raccontare storielle agli italiani.
L'argomento sullo sfondo, dannatamente ostico per la coalizione di maggioranza, è la riforma previdenziale reclamata dall'Europa e il conseguente innalzamento dell'età pensionabile a 67 anni. Il capo del governo, spinto dalla necessità (leggasi ultimatum dell'Unione Europea), si è detto determinato a portare in consiglio dei ministri l'ipotesi di alzare di due anni l'età del pensionamento. La risposta - negativa - dell'alleato leghista è stata lapidaria: "Non se ne parla, i pensionati hanno già dato".
E quindi? Quindi, secondo l'eretico Gava, le cose stanno in questo modo: "Per uscire dall'impasse sono necessarie ricette dai sapori forti, che diano spazio a misure dure e difficili: è forse il momento per il premier di rendersi conto, dopo l'ennesimo rifiuto di Bossi, che questo governo non è più in grado di portare avanti un programma realistico, attuabile ed efficace. Basta barzellette". Quelle di cui Giustina Destro si è definitivamente stancata.


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