Idv/ De Magistris: auspico il sorpasso sul Pd...
"Io e Di Pietro convivremo e convivremo molto bene. Abbiamo la stessa sintonia su quelli che sono l'obiettivo immediato, quello a medio termine e l'obiettivo futuro". Luigi De Magistris aggiunge anche che "ovviamente, ognuno ha il suo modo di essere, e questo non fa che arricchire enormemente questo partito". E quindi l'eurodeputato Idv indica traguardi ambiziosi per il partito che ha appena celebrato il suo primo congresso: "Altro che Idv ghettizzata, limitata ad un consenso politico circoscritto. E' chiaro che l'obiettivo numerico a breve termine è il dieci per cento, ma dovrà andare oltre, senza escludere quello del sorpasso a sinistra. Io auspico - confida - un sorpasso del PD". Intervistato per 'KlausCondicio', De Magistris invita a "lavorare alla semplificazione del quadro nel centrosinistra. Penso che ci potrebbero essere due grandi schieramenti: uno è il Partito Democratico che guarda più al centro, un blocco moderato riformista, e poi un'aggregazione che abbia come baricentro l'Italia dei Valori, un partito di sinistra-centro che vada a formare una federazione di altri partiti di sinistra". Una linea, precisa dopo l'elezione in congresso di Di Pietro a presidente del partito, che "non è solo mia ma è condivisa in modo massiccio all'interno del partito".
Intanto, l'ex pm di Catanzaro registra "una ritrosia a iscriversi nell'Idv perché si verificano casi non residuali dove c'è una forte dicotomia, da un parte della classe dirigente del partito, tra quello che si predica e quello che poi viene effettivamente realizzato". "Molti - prosegue - mi confidano di essere molto vicini a quello che dico io e che dicono altri dirigenti dell'Idv, pero' poi vedono delle cose che li disincentivano ad iscriversi. A queste persone pero' mi sento di dire che se vogliono cambiare un Partito devono metterci la faccia". Echi del dibattito congressuale che si proietta sulle prossimo prove elettorali: "Se non c'è una linea chiara, se non c'e' una politica netta, alle Regionali potrebbe rivelarsi verosimile una flessione dell'Idv rispetto al risultato delle alle Europee, ma ovviamente non me lo auguro. In piu' occasioni ho parlato del 10 per cento come obiettivo elettorale per l'Italia dei Valori alle prossime politiche. Ma per raggiungere un simile risultato dobbiamo avere una linea politica coerente, ferma, determinata. Non dobbiamo avere contraddizioni su quello che diciamo e quello che poi realizziamo".
Magari, si puo' allargare a destra: "Io sono di sinistra ma i miei amici piu' stretti sono di destra. Credo - spiega - che se noi guardassimo alle battaglie storiche di una certa destra liberale, se facessimo un percorso storico all'indietro, i punti di contatto programmatici con quella destra sarebbero tanti. Sulla difesa della costituzione e su tante altre cose potremmo convenire con l'area moderata". Stesso discorso per il Carroccio: "Alla Lega, che sulla mafia si è piegata alla linea PdL, vanno anche riconosciuti dei meriti. In questo momento rappresenta il partito con maggiore radicamento popolare, anche se dedicato ad una sola area territoriale che e' quella del nord. Questo poi si deve tradurre in un'azione concreta e seria sul piano politico del contrasto al crimine, sul piano della trasparenza, della questione morale per l'interesse di tutti e non di pochi, abbandonando la deriva xenofoba e razzista. Chi vuole relegarmi nell'angolo sbaglia di grosso". E comunque, tornando ai rapporti con Di Pietro, "la contrapposizione non esiste, anzi penso sia inutile fare una contrapposizione".
MAGISTRATI MANDANTI STRAGI FALCONE-BORSELLI. "Nella vicenda di Falcone e di Borsellino la magistratura deviata ha avuto un ruolo decisivo nell'ostacolo del loro lavoro". Luigi De Magistris aggiunge all'accusa un parallelo con le proprie vicende da magistrato: "Lo stesso - dice infatti - e' accaduto a me. Nella mia storia alcune articolazioni del potere giudiziario hanno avuto una funzione determinante". "Condivido - spiega l'eurodeputato Idv - la tesi di Paolo Borsellino al 100 per cento. Quella tesi che espose a Palermo, nel giugno del 1992 ad un convegno organizzato da Micromega, secondo la quale furono dei magistrati i mandanti dell'uccisione di Falcone. Il suo e' stato un discorso bellissimo, commovente, profondo, emozionante ma anche inquietante". "Falcone - aggiunge - non lo vollero fare procuratore a Palermo, dovette andare a fare il direttore generale degli affari penali. Lo stesso accadde a Borsellino. Erano continuamente tacciati di essere giudici protagonisti, e queste voci arrivavano anche dall'interno della magistratura. Adesso come allora una parte di questo organo ha una funzione negativa. Un filo conduttore molto importante - ribadisce - con quella che e' stata anche la mia vicenda. Anch'io ho subito proprio dall'interno della magistratura il sostanziale allontanamento dalle inchieste e dalle funzioni di pubblico ministero".
BERLUSCONI? NON FINIRA' LA LEGISLATURA... Luigi De Magistris non si sbilancia su tempi e motivi e si limita ad aggiungere "vediamo cosa accadra' nel Paese, ma non la portera' a termine". L'ex pm di Catanzaro osserva che il premier "sul piano europeo potrebbe subire un contraccolpo con la bocciatura da parte della commissione Ue dello scudo fiscale. Questo sarebbe una botta ma - rileva - non tale da provocare la caduta del governo".
DONADI A DE MAGISTRIS: PRIORITA' IN CAMPANIA BATTERE CAMORRA. "L'Idv, con un voto sostanzialmente unanime, ha scelto di appoggiare De Luca per impedire la vittoria della camorra. Una scelta non facile e di grande responsabilita'. De Magistris, nonostante la compattezza del voto al congresso, torna a criticare questa decisione, alimentando spaccature piuttosto che un sano confronto. Da parte di un dirigente che aspira a ruoli di grande responsabilita' politica ci si aspetterebbe l'impegno per il miglior risultato possibile e non una polemica che mira a mettere in relazione questa decisione con il risultato elettorale complessivo del partito". Lo afferma il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi.
"L'unico altro modo per battere le destre e la camorra in Campania sarebbe stata la sua candidatura, che, nonostante le mille insistenze del partito e della societa' civile, non c'e' stata. Quanto poi alla linea politica nazionale, che De Magistris insiste nell'indicare in una linea di sinistra-centro, sarebbe opportuno che prendesse atto che c'e' stato un congresso che ha scelto diversamente: rivendicare con orgoglio di essere partito post-ideologico che supera i dogmatismi e i vecchi schematismi delle politica italiana. L'Idv oggi puo' rappresentare gli interessi, spesso coincidenti, delle fasce sociali piu' deboli sia quel tessuto imprenditoriale di artigiani, commercianti e piccole imprese, anche loro schiacciati dalla crisi e dalle insidie del mercato globale. E' il riformismo radicale che Idv deve saper incarnare".



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