I tedeschi, gente seria
Di Giuseppe Morello
All’inizio si ride, perché i tedeschi sono davvero divertenti nel loro testardo rigore, come quando di notte, a piedi nella città deserta, aspettano ligi che il semaforo pedonale diventi verde. Ma subito dopo ci si accorge della abissale differenza antropologica che ci divide. La storia è questa. Il 39enne ministro della Difesa tedesco, Guttenberg, astro nascente e papabile per il cancellierato, si è dimesso perché accusato in febbraio da un professore di aver scopiazzato la sua tesi di dottorato del 2006. Una vergogna, no? Non ci sarebbe niente da aggiungere, perché la storia parla da sola. In Germania dunque un ministro si dimette per aver copiato il compito, e lo ha fatto presentandosi in sala stampa teso e preoccupato, tanto da vietare anche le riprese televisive, dicendo con tono solenne: “Ero ancora pronto a combattere, ma ho raggiunto i limiti delle mie forze". Capite come sono fatti i tedeschi? Inevitabile il paragone con l’Italia.
Da noi c’è un premier accusato di ogni nefandezza, al centro di uno scandalo sessuale con tanto di foto e intercettazioni ormai di pubblico dominio, a momenti circola il video degli amplessi, e non succede nulla. Non è solo Berlusconi, è che in Italia la parola dimissioni è sparita dai vocabolari di tutti i politici (e forse non c’è mai stata), tanto che quei 3 o 4 che si sono dimessi nella storia repubblicana vengono ricordati come nobilissime eccezioni. Da noi non ci si dimette nemmeno se si è accusati di omicidio, figuriamoci per una copiatura. È sempre stato così, la differenza col passato è che mentre un Craxi aveva accanto Giuliano Amato che gli procurava acuti argomenti per cavarsela, ora non c’è bisogno di nessun “dottor Sottile” e di nessuna giustificazione. Basta semplicemente la faccia tosta di dire: no, non mi dimetto.
giuseppe.morello@affaritaliani.it



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