I soldi di Lusi rientrati con lo scudo. Bindi: "Faceva il bancomat di se stesso"

Spuntano nuove e incredibili novità sul caso Lusi. L'ex tesoriere della Margherita, accusato di aver utilizzato 13 milioni di rimborsi elettorali, per spese private (tra cui due immobili di pregio) ha anche beneficiato dello scudo fiscale per far rientrare in Italia una parte dei soldi che aveva depositato in Canada. Questo è quanto emerge dagli accertamenti compiuti dalla Guardia di Finanza su delega della magistratura romana.
Secondo la ricostruzione fatta dalle Fiamme Gialle i soldi che arrivavano alla TTT, azienda che aveva come incarico esclusivo l'effettuazione di consulenze per la Margherita, e poi confluiva in altre società. Una in particolare, la Luigia Ltd con sede a Toronto che controlla al 100 per cento proprio la TTT. Un gioco di scatole cinesi per occultare beni, ma anche per mascherare gli affari immobiliari. E infatti è proprio l'acquisto del lussuoso appartamento al centro di Roma, in via Monserrato 24, a creare la prima crepa nel meccanismo finanziario apparentemente perfetto che era stato messo in piedi.
Intanto negli ambienti democratici continua ad aleggiare inquietanti domande: come faceva Lusi a fare tutto da solo? Com'è possibile che nessuno della Margherita fosse a conoscenza delle trame del tesoriere?
Per Rosy Bindi presidente del Pd, Lusi faceva da bancomat ma soltanto per sé stesso. Tra i responsabili della Margherita nessuno si era accorto dell'ammanco e la Bindi precisa: "Personalmente non avevo strumenti per verificare. È chiaro che è sconcertante per noi, perché chi doveva controllare - il collegio dei revisori dei conti e la commissione di garanzia - non era evidentemente nelle condizioni di farlo. Il problema è nato da quando la Margherita ha smesso di essere partito in piena attività politica. Io non ho più neppure partecipato alle riunioni dell`assemblea federale. Non avevo incarichi di gestione".


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