I giovani del Pd sfidano Bersani. Civati pronto a scalare il partito

"A Bologna lanciamo un'Opa sul Pd. E sulla politica. Cioe', chiederemo a tutti di partecipare. Di intervenire. Di sollecitare. Di entrare nelle strutture della politica del centrosinistra dalla porta principale". Lo scrive Pippo Civati sul suo blog, a proposito dell'appuntamento organizzato con Debora Serracchiani a Bologna il "Il nostro tempo. "Il 'titolo' del Pd subisce oscillazioni. Nonostante 'vendano' molto dall'altra parte, non riesce ancora ad apprezzarsi come dovrebbe. Eppure qualcosa si potrebbe fare -dice Civati-. Non e' una tattica 'entrista' vecchio stile, quella che si propone, e' una riflessione democratica: non basta piu' farlo da fuori. E magari contro. Puo' essere addirittura controproducente, appunto. Perche' se si fa da fuori, poi dentro ci si arrocca. Come e' capitato (troppo) spesso".
Il consigliere regionale lombardo spiega: "Le forme dell'Opa volontaria e consensuale saranno quelle che preferite: dall'adesione, alla partecipazione alla vita del circolo, all'ingresso di gruppi organizzati o di singoli, alla partecipazione alle nostre campagne, alla promozione di iniziative comuni. Tutto questo sara' accompagnato dalla richiesta pressante al Pd perche' si faccia carico di questa situazione, perche' e' doloroso vederlo in altre faccende affaccendato, anche in ore cosi' difficili. Perche', piuttosto che occuparsi di se stesso in modo maniacale, apra una stagione in cui ogni sede, ogni spazio, ogni rappresentante sia messo a disposizione di questo dialogo con la societa'. Non solo e non tanto con finalita' meramente elettorali (anche se noi vogliamo andare a votare, anche subito), ma con obiettivi di carattere culturale e politico".
''Ne' destri ne' sinistri, ne' rottamatori ne' carrozzieri, a Bologna si ritrova il Pd''. Lo scrive l'europarlamentare del Pd Debora Serracchiani sul suo profilo Facebook, riferendosi all'evento organizzato con Giuseppe Civati nella citta' emiliana il 22 e 23 ottobre. ''Mi sembra assai un buon segno - scrive Serracchiani - se si moltiplicano gli appuntamenti di approfondimento politico dentro il Pd, perche' vuol dire che nel partito c'e' voglia di agire; e che e' un ottimo segno se l'iniziativa parte dai cosiddetti giovani, perche' vuol dire che stanno cominciando a camminare con le loro gambe. Insomma, i pessimisti e i detrattori per professione o a tempo perso possono prendere atto che sul pianeta Pd la vita non manca''.
Secondo l'europarlamentare ''non sarebbe poi neanche male se riuscissimo a liberarci da quell'ossessione complottista per cui quando qualcuno organizza qualcosa nel Pd, come minimo sta prendendo di mira il segretario nazionale. Perche' - spiega - confesso di stupirmi quando leggo i titoli dei giornali e scopro che sto ''isolando' Bersani, o che magari mi preparo a ''fargli la festa'. Vorrei invece che non ci fossero dubbi sul fatto che, prima di tutto, siamo assai preoccupati per la piega che stanno prendendo le cose nel Paese, dove in piena crisi l'avvicinarsi della resa dei conti nel centrodestra sta paralizzando uno dei Governi peggiori della storia italiana''.
Riferendosi quindi al Pd, Serracchiani sottolinea che ''il nostro impegno non e' davvero quello di smontarne i pezzi, ma quello di portargli energie fresche. Quando cadra' Berlusconi, perche' cadra', tocchera' al Partito democratico tenere salda la barra e impedire che le macerie travolgano tutto indistintamente. E il Partito democratico avra' bisogno che tutti remino dalla stessa parte, senza che nessuno faccia il furbo pensando alla convenienza di questo o quel posizionamento''.
''A Bologna - aggiunge - tutti sono invitati e le finestre saranno spalancate. Con l'aiuto tra gli altri di Scalfarotto e Sassoli, di Rossi ed Errani, di Emiliano e Zingaretti, di Bindi e Franceschini, penso che il dialogo del Partito democratico con la societa' civile sara' un costruttivo momento di buona politica. Penso pure - conclude Serracchiani - che a questo punto non occorra sottolineare che Bersani e' da sempre il benvenuto''.
Alla Leopolda 'possono partecipare tutti i cittadini che sono stanchi, ma non rassegnati, davanti al degrado della politica e al calciomercato dei sottosegretari. Non e' pero' lo sfogatoio delle nostre indignazioni: si viene per proporre, per costruire, per coltivare con pazienza le ragioni della speranza'. Lo scrive il sindaco di Firenze, Matteo Renzi (Pd), nella sua enews settimanale, in cui spiega quali saranno le linee guida della tre giorni dei 'rottamatori', 'Big Bang Italia', in programma dal 28 al 30 ottobre prossimi alla stazione Leopolda di Firenze.
'La crisi ci mette faccia a faccia con la piu' grande opportunita' mai avuta dall'Italia negli ultimi anni: cambiare davvero le cose. Ecco perche' - scrive ancora Renzi - alla Leopolda sara' vietato l'ingresso ai gattopardi, quelli che dicono una cosa e poi non la fanno perche' tutto deve sempre restare com'e''. Da qui alla prossima settimana il sito www.bigbangitalia.it, annuncia Renzi, 'accogliera' le idee e i suggerimenti di chi vorra' condividere con noi le proprie proposte'. "Pierluigi Bersani, la nostra speranza di togliere di mezzo Berlusconi". Lo presenta cosi', alla platea dei progressisti a Madrid la bionda Elena Valenciana, coordinatrice della campagna del Psoe alle elezioni spagnole. Bersani si prende gli applausi e l'incoraggiamento. Sorvola pero' sul fatto che sia ancora molto lunga la strada per una sua, eventuale, candidatura a Palazzo Chigi.
Bersani intanto si attrezza e da Madrid porta a casa un risultato: Hollande e il segretario del Spd tedesca saranno sul palco del 5 novembre. Una manifestazione che assume sempre piu' la connotazione di un avvio di campagna elettorale. Del resto gli altri, ovvero Idv e Sel, sono gia' partiti e chiedono primarie il prima possibile. "Le primarie? Certo che le faremo. Non ho paura di nessuno", dice Bersani a chi gli chiede se il rinvio della consultazione dopo aver chiuso sul programma nasconda il timore di poter essere battuto da Nichi Vendola. No, Bersani dice di non avere alcuna paura in questo senso.
Quello che preoccupa il segretario del Pd e' altro. Ovvero la tenuta della coalizione, se andra' al governo. "Noi dobbiamo stringere un patto prima delle primarie, un vincolo di governabilita' trovando dei meccanismi tra le forze che stanno in Parlamento", spiega Bersani.
L'idea e' quella di siglare un accordo su alcuni punti essenziali: la politica estera, la politica economica, le politiche del lavoro. Insomma, la preoccupazione di Bersani e' quella di evitare il ripetersi degli errori dell'Unione. I ministri in piazza contro il governo, per esempio. "Non faro' la fine di Prodi", va ripetendo ai suoi il segretario del Pd. Scacciare i fantasmi dell'Unione. Questa la preoccupazione di Bersani. "Non faremo l'errore che fece l'Unione ovvero quello di non mantenere la promessa di stabilita'. Per noi questo e' insuperabile", sottolinea il segretario del Pd e spiega perche', proprio per questo, si stanno studiando dei meccanismi per garantire la tenuta della coalizione. "Ci stiamo lavorando e sono ottimista".
Per il segretario del Pd, quindi, e' necessario che, prima di fare le primarie, si mettano in chiaro alcune cose. "Bersani e' una persona seria e non ha paura di nessuno. Ma prima serve lo spartito e poi i suonatori. Finche' non arriviamo li', nessuno ci tiri per la giacca", scandisce Bersani. Per il segretario il tempo dell'uomo solo al comando e' finito, "il futuro e' un lavoro collettivo. Non ci possiamo affidare a una persona senza aver capito prima che cosa pensa della politica estera, di quella economica e cosi' via. Su questo dobbiamo metterci d'accordo prima".
Intanto, nell'attesa di chiudere sul programma, di arrivare alle primarie e, soprattutto, di capire quando si andra' alle elezioni, il segretario del Pd inizia la sua campagna. Per la manifestazione del 5 novembre portera' a Roma il candidato socialista alle presidenziali francesi Francoise Hollande, e Sigmar Gabriel, segretario dei socialdemocratici tedeschi. "Io porto a Roma i leader progressisti europei. Provi un po' Berlusconi a fare altrettanto. Vediamo se riesce a portare in Italia un leader della destra europea. Vediamo se qualcuno accetta di farsi una foto con Berlusconi. Accetto scommesse e lo sfido a riuscirci", incalza Bersani.
Davanti alla platea dei leader progressisti europei, Bersani non risparmia duri attacchi a Berlusconi. "Il populismo della Lega e di Berlusconi hanno portato l'Italia al disastro". Un disastro che non e' finito qui, secondo il segretario del Pd. "Ogni giorno abbiamo un governo che proclama inni all'impotenza. Siamo ad un impasse. Non solo siamo il paese con il debito piu' alto e la crescita piu' bassa, ma siamo anche l'unico paese senza un governo in grado di prendere decisioni", dice Bersani riferendosi al rinvio del decreto sviluppo.
Secondo Bersani e' difficile che quel decreto vedra' la luce e sara' efficace. "C'e' un bisogno urgente di riforme ma non ci sono le condizioni politiche perche' il governo Berlusconi le faccia". E quanto all'appello alla coesione fatto anche oggi dal presidente Giorgio Napolitano, Bersani osserva: "Il nostro modo di collaborare e' quello di fare proposte per il Paese in Parlamento ma una cosa chiara la dobbiamo dire: senza una novita' politica le risposte sono impossibili. Gli altri paesi in difficolta' o hanno anticipato le elezioni o hanno cambiato il governo. Per noi questa esigenza e' doppia".
Governo di transizione o voto anticipato, Bersani continua a puntare su uno dei questi scenari e per questo guarda con attenzione a quanto accade nel mondo cattolico sia dentro il Palazzo che fuori.
"Nel mondo cattolico c'e' un fermento e noi vogliamo confrontarci senza annacquare le idee di ciascuno ma trovando una sintesi forte". Il Pd e' aperto al dialogo con i cattolici e il segretario in prima persona. Domani avra' un incontro con monsignor Fisichella e a novembre sono gia' in programma altri due incontri dello stesso tipo.


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