I CATTOLICI PROMUOVONO MONTI E VOLTANO LE SPALLE AL PDL. IL SONDAGGIO
Il Pdl dimezza in quattro anni la propria capacità di rappresentare i cattolici. Guadagna posizione l'Udc e anche il Pd. La maggioranza dei cattolici ha fiducia nel Governo Monti. E tra i praticanti un buon 58% ritiene ormai che i cattolici debbano avere un proprio partito o, almeno, un movimento per far sentire meglio la propria voce ai politici, agli imprenditori e ai cittadini. E' la fotografia del dopo-Berlusconi scattata dal secondo sondaggio realizzato in poco tempo dall'istituto Ipsos per la fondazione Achille Grandi per il bene comune e presentato oggi a Roma.
"E' una nuova stagione politica in cui i cattolici si sentono più a loro agio", ha detto il ministro Andrea Riccardi, intervenuto ad una tavola rotonda di presentazione. "Il Governo ha la priorità del risanamento economico, ma può essere anche una stagione di risanamento della politica, in cui finalmente le forze politiche che magari non sono direttamente coinvolte rifondino e ripensino se stesse", ha detto il neoministro all'Integrazione e alla Cooperazione internazionale. Secondo Riccardi "è necessario superare i vecchi schemi della rinascita della Democrazia cristiana o della diaspora dei cattolici", mentre i cattolici oggi sono una "grande rete", portatori di una visione specifica del mondo, ma capaci anche di rappresentare un "coagulo" e una "cultura di sintesi in dialogo con gli altri".
Alla tavola rotonda sono intervenuti anche il presidente delle Acli Andrea Olivero, il senatore del Pd Luigi Bobba, il direttore della fondazione Grandi, Michele Rizzi, il presidente di Ipsos Nando Pagnoncelli e la giornalista Lucia Annunziata. Presente nel pubblico, tra gli altri, il presidente dell'Udc Rocco Buttiglione. Il sondaggio è stato svolto su un campione di mille persone (tra essi 200 cattolici assidui) dall'8 all'11 novembre scorsi. Il precedente sondaggio era di ottobre e mostrava uno smarrimento degli elettori cattolici, che avrebbero optato al 44,5% per l'astensione.
Dal sondaggio Ipsos per la fondazione Grandi emerge che non sono molti gli italiani che ritengono che oggi ci siano forze politiche che più delle altre rappresentano i valori dei cattolici italiani. Il 62% non lo pensa (era il 46% nel 2007) mentre solo il 31% lo pensa (erano 45% nel 2007). Di questo 31%, dal 2008 al 2011 la percentuale di intervistati che ritiene che il Pdl rappresenti più di altri i valori cattolici è sceso dal 28% al 14%, quella relativa all'Udc è salita dal 35% al 45% e anche quella del Pd (nonostante - ma il sondaggio non lo dice - la fuoriuscita di personalità come Paola Binetti) è aumentata dall'8% al 12%. Gli intervistati si sono mostrati favorevoli al nuovo esecutivo. Il 35% del campione ha espresso "fiducia" in Mario Monti (percentuale che sale al 36% per i cattolici praticanti impegnati, al 44% per i non credenti e al 48% per i praticanti scarsamente impegnati). Il 43% della popolazione, poi, ritiene che il Governo Monti è espressione di parte del mondo cattolico (tra i praticanti impegnati il 51%, tra i non credenti il 37%).
Cresce, poi, la voglia di presenza cattolica in politica. Rispetto all'ottobre scorso, sale dal 39% al 47% la convinzione che la politica debba essere laica e saper trovare una sintesi tra i valori cattolici e le diverse culture, ma si attesta ormai al 27% la quota del campione che ritiene importante che i cattolici si organizzino in un movimento per far sentire meglio la propria voce ai politici, agli imprenditori e ai cittadini (il 9% auspica addirittura la nascita di un partito politico cattolico, in calo rispetto al 22% del 2007). Tra i cattolici praticanti impegnati, in particolare, il 17% spera in un partito cattolico, il 41% in un movimento. Il 56% degli intervistati, ad ogni modo, è "molto" o "abbastanza" d'accordo sull'affermazione secondo la quale "i cattolici oggi sono troppo divisi, è ora che trovino delle posizioni comuni". Gli intervistati, tuttavia, ritengono che le associazioni e i movimenti cattolici siano in grado di trovare un accordo sulle politiche per la famiglia, per la sicurezza, per il lavoro giovanile e sull'immigrazione, ma non su temi etici e politiche fiscali. Stessa fiducia, ma più risicata, sulla capacità dei politici cattolici di trovare un accordo sulle medesime tematiche. Da ottobre a novembre, inoltre, è scesa dal 44,5% al 39,4% la quota degli intervistati che si asterrebbe se dovesse votare oggi. Solo il 26% del campione, ad ogni modo, preferisce un sistema elettorale in cui ci sono due grandi partiti, mentre il 24% opterebbe per un sistema bipolare con due coalizioni, il 21% per un sistema a tre coalizioni e il 15% per il ritorno al proporzionale.
"Questo sondaggio mostra la fine del dogma della diaspora cattolica", ha commentato il senatore del Pd Luigi Bobba, "la voglia di un bipolarismo temperato e l'alba di un sistema tripolare". Per Lucia Annunziata, "l'investimento dato dai cattolici al centro-destra di Berlusconi per 17 anni è stato un errore che non può essere accantonato: non si dovrebbero aspettare 17 anni per scoprire che il bunga-bunga non va bene".


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