Colera ad Haiti/ Esplode la rivolta

Martedì, 16 novembre 2010 - 10:38:00


Almeno due persone sono morte e molte altre sono rimaste ferite negli scontri tra la popolazione haitiana e i Caschi Blu dell’Onu, accusati di avere favorito il contagio del colera nel paese già devastato dal terremoto. Il comando militare della missione delle Nazioni Unite ha ammesso di avere aperto il fuoco su due uomini, poi deceduti, ma ha precisato di averlo fatto solo per legittima difesa. Il cadavere di un uomo è stato ritrovato davanti alla base della missione Onu (Minustah) a Quartier Morin, in un quartiere periferico di Cap-Haitien, nel nord del paese. Nella base si trovano principalmente Caschi Blu cileni. «In un primo momento hanno sparato per disperdere i manifestanti, poi, ho avuto l’impressione che avessero mirato ad altezza uomo«, ha detto il giudice di pace Bimps Noel. La vittima sarebbe stata in possesso di un’arma e, prima di morire, «avrebbe sparato in direzione di un soldato», che non è rimasto ferito. Un altro giovane uomo è morto in un’altra zona di Cap-Haitien, durante altri scontri tra la popolazione e i militari dell’Onu. «Quattordici persone sono rimaste ferite, due di loro versano in gravi condizioni»", ha precisato una fonte della polizia. I manifestanti hanno messo a fuoco un commissariato ed hanno bruciato numerose vetture che si trovavano all’interno. Tutte le scuole della città sono state chiuse, dopo il rifiuto della gente del posto di mandare i loro bambini per timore del contagio del colera.

I Caschi Blu nepalesi sono accusati dalla popolazione haitiana di avere propagato l’epidemia di colera che ha colpito il paese. «Circa 400 persone si sono radunate davanti all’ufficio dell’Onu ma la manifestazione è stata dispersa senza troppe difficoltà», ha detto un portavoce di Minustah. Il coordinatore dell’azione umanitaria delle Nazioni Unite ad Haiti, Nigel Fisher, ha detto che il Colera, che in un mese ha provocato 917 morti e 14.600 contagiati, potrebbe «durare anni». L’epidemia «durerà certamente mesi, addirittura anni visto che ci troviamo su un territorio sconosciuto», ha dichiarato Fisher precisando di attendersi »un aumento significativo dei casi di contagio». Venerdì scorso, l’Onu ha lanciato un appello per la raccolta di 164 milioni di dollari per contrastare l’epidemia. «Abbiamo assolutamente bisogno di questi soldi al più presto per evitare di essere sopraffatti», ha detto in conferenza stampa Elisabeth Byrs, portavoce dell’Ufficio di coordinamento degli affari umanitari dell'Onu. Nel corso delle prossime settimane «oltre 200mila persone potrebbero mostrare i sintomi del colera, che vanno dalla diarrea leggera alla grave disidratazione», ha precisato l'Onu.

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