Haiti, cantante pop escluso dal ballottaggio. Esplodono le proteste: 4 morti
E' salito ad almeno quattro morti accertati il bilancio dei disordini ad Haiti, dove torme di sostenitori del popolare cantante Michel Martelly hanno continuato ad assaltare uffici pubblici e a fare terra bruciata nelle strade, per protestare contro l'esclusione del loro beniamino dal ballottaggio presidenziale del 16 gennaio prossimo. Tre delle vittime si sono registrate a Les Cayes, circa 200 chilometri a sud della capitale Port-au-Prince: stando alla testimonianza di un ex senatore, Gabriel Fortune, una sarebbe stata falciata dalle raffiche sparate davanti agli uffici elettorali da 'caschi blu' senegalesi, mentre le altre due avrebbero perso la vita nell'attacco a un commissariato. 
Haiti mesi dopo il terremoto
Nella cittadina "il 90 per cento degli edifici pubblici sono stati dati alle fiamme, e gruppi di giovani hanno assaltato anche una banca e diverse case private". La quarta persona e' rimasta uccisa invece a Cap Haitien, seconda localita' del Paese. Chiusi tutti gli aeroporti, dopo che la maggior parte delle compagnie avevano camcellato i voli da e per il Paese caraibico. "Manifestate, e' un vostro diritto", ha proclamato alla radio nazionale il presidente uscente, Rene' Preval, il cui 'delfino' Jude Celestin si e' assicurato l'ammissione al ballottaggio contro l'ex 'first lady' Mirlande Manigat per appena settemila voti su Martelly. "Pero'", ha proseguito Preval, il quartier generale del cui partito 'Inite' era poco prima stato incendiato, "non danneggiate le proprieta', pubbliche ne' private. State fornendo una brutta immagine di Haiti".
Anche l'escluso si e' pero' rivolto ai seguaci via radio: "Capisco la vostra rabbia", ha dichiarato il cantante-politico, esprimendosi in lingua creola. "Protestare senza violenza e' un diritto del popolo". Martelly ha tempo fino al 20 dicembre per presentare ricorso contro i risultati del primo turno elettorale.



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