Guzzanti dà l'addio al Pdl/ Denuncia la "condizione pre-agonica della democrazia parlamentare". E si iscrive al Pli
![]() Paolo Guzzanti |
Botta e risposta con Bondi. Tra i primi a commentare la scelta dell'ex presidente della Commissione d'inchiesta Mitrokhin, il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, che, come poi il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, chiede a Guzzanti di lasciare il seggio parlamentare. "Purtroppo - afferma Bondi - ripaga il sostegno, la fiducia e l'amicizia sincera che Forza Italia e il presidente Silvio Berlusconi gli hanno sempre manifestato con parole cariche di disprezzo e con accuse risibili al partito che lo ha più volte designato in Parlamento e indicato ad assumere importanti responsabilitá istituzionali. A questo punto Guzzanti, se vuole dimostrare la nobiltá del suo gesto, dovrebbe avvertire il dovere di dimettersi dall'incarico di Parlamentare".
Parole alle quali l'ormai ex deputato del Pdl ha reagito con toni altrettanto duri: "E' molto triste, per non dire penoso, e purtroppo nello stile dello stalinismo putiniano, che proprio a una persona amica, gentile e buona come Sandro Bondi sia stato affidato il tristo compito di intimarmi la richiesta di dimettermi dal Parlamento". "Ho la piena consapevolezza - prosegue la nota - di essere stato votato dai miei elettori, senza vincolo di mandato, come previsto dalla Costituzione, e non è colpa mia, ma di qualcun altro, se la legge attuale dà alle segreterie il compito di designare i candidati. Per questa ragione presento un progetto di legge per rendere obbligatorie le primarie e regolare la vita dei partiti secondo democrazia, che oggi manca nel Pdl come ben sa Sandro Bondi, che è stato testimone del mio profondo e crescente malessere".



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