Israele e Libano sull'orlo di un'altra guerra
Sale di nuovo la tensione al confine tra Israele e Libano. Le truppe israeliane si stanno ridisponendo nei luoghi teatro delle violenze di martedì per terminare il loro compito e tagliare gli alberi. Lo ha riferito la radio militare. Martedì proprio questa operazione aveva scatenato la rabbia dei militari libanesi e aveva originato gli scontri in cui sono morti tre soldati e un giornalista libanese. 
Immediatamente da Beirut il governo Libanese ha fatto sapere che risponderà a nuove provocazioni. "La nazione iraniana sarà sempre al fianco del coraggioso popolo e del governo del Libano", ha aggiunto Ahmadinejad. L'Iran, insieme con la Siria, è il principale sponsor delle milizie sciite dell'Hezbollah (Partito di Dio) in Libano, fra le forze più temute da Israele lungo i suoi confini, ma che si sono tenute fuori dagli scontri di ieri. "L'attacco israeliano al Libano indica la disperazione del regime sionista e la sua disorganizzazione, e la comunità internazioale deve reagire a questa aperta aggressione", ha detto Ahmadinejad. Secondo il presidente iraniano gli incidenti avvenuti al confine tra Israele e Libano sono la prova che "il regime sionista non vuole la pace, ma guarda ai problemi da una posizione di dominio e potere e intende indebolire la posizione del mondo arabo, e tutto questo deriva dalla sua impotenza". Ahmadinejad ha aggiunto che Israele si trova a far fronte ad "una crisi di legittimità". Più volte negli ultimi giorni Ahmadinejad ha affermato che Israele si prepara ad attaccare "due Paesi arabi della regione amici dell'Iran".
Chi ha sparato al confine tra Libano e Israele, accendendo la miccia che avrebbe potuto scatenare una nuova guerra e incendiare il grande Medio Oriente? La domanda rimbalza da Beirut a Unifil, da Gerusalemme a Teheran, da Gaza al sud del Libano, dove il potente Hezbollah si e' visto spiazzato da un fatto forse non previsto dello stesso "Partito di Dio" e, a quanto pare, nato dentro l'instabile, quanto a compattezza interna e fedelta' al centro, Armee' libanese. La lettura dell'incidente che viene fatta il giorno dopo nel governo israeliano spegne il fuoco di un'estate che, a quattro anni dall'ultima guerra, ne potrebbe scatenare un'altra tra Libano e Israele. Cosi', il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, ha indicato in un soldato del male in arnese esercito del Paese dei Cedri la causa del combattimento. Alla radio israeliana Barak ha parlato di provocazione, ha sottolineato: "L'incidente non era stato pianificato dallo stato maggiore libanese o da Hezbollah". Probabilmente, a sparare e' stato un ufficiale estremista, figlio pero' di quella deriva che continua a spingere tra le braccia di Hezbollah reparti interi dell'esercito libanese
IL VERTICE SICUREZZA A GERUSALEMME- Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato una riunione del gabinetto di sicurezza per discutere degli scontri avvenuti ieri con l'esercito libanese al confine tra i due Paesi e del lancio di razzi avvenuto lunedì dal Sinai contro Eilat. Una fonte ufficiale del governo israeliano ha spiegato che i ministri discuteranno delle "conseguenze degli attacchi di cui il governo libanese è responsabile". Secondo la fonte "è evidente che il governo libanese è doppiamente responsabile: l'attacco contro i nostri soldati è avvenuto quando loro erano in territorio israeliano e sono stati i soldati libanesi ad aprire il fuoco (per primi, ndr) obbligandoci a rispondere".



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