La guerra "giusta" di Israele

Mercoledì, 7 gennaio 2009 - 13:19:00


Di Pasquale Della Torca

FORUM/ La guerra di Israele contro Hamas è "giusta"?

Il Gr1 e il cattivo giornalismo Di Franco Abruzzo
Per noi cinquantenni ex universitari il vivo della questione palestinese lo abbiamo vissuto negli anni settanta. Era un nervo scoperto per noi che frequentavano Sociologia. Gli studenti di sinistra ne facevano un feticcio. La storia tra i due stati dal 1948 è storia di violenze e intolleranze e l’attuale “guerra di Natale” somiglia agli inizi solo che alla Lega Araba di allora si è sostituta oggi Hamas.

Gli armistizi e tentativi di pacificazione si sono susseguiti senza alcun risultato effettivo. Adesso Israele ha trovato il momento opportuno dato dal “vuoto” di potere negli Stati Uniti per rispondere alle provocazioni di Hamas. Tutti sanno, ed è pacifico, che Hamas provoca, lancia razzi sul territorio israeliano. Tutti sanno cosa è Hamas e nonostante questo non c’è stato alcun isolamento, anzi da parte di alcuni c’è stata apertura e tolleranza nei confronti di un “movimento” che ha assunto il potere in virtù della sua radice etica: il terrorismo.

Hamas si sa come ha preso il potere ma in contraddizione con sé stessi gli occidentali hanno sorvolato sull’agire di tale formazione incentivando i comportamenti antidemocratici e non pacifici di questa fazione.

Adesso, in virtù dell’ipocrita buonismo natalizio, si pretende da Israele l’impretendibile. Nessun politico occidentale, meno che mai quelli europei hanno compreso che a una questione che si ripropone da un sessantennio si deve dare un termine. Adesso la contingenza politica internazionale e interna favorisce Israele che tenta giustamente di mettere la parola fine alla questione palestinese.

In mancanza di una pace negoziata, ovvero in mancanza di una pace voluta con il cuore e con la mente perché cuore e mente portano altrove l’unica realtà praticabile resta la violenza: la guerra. Io la chiamerei “guerra giusta” quella che Israele sta dispiegando contro Hamas, contro un suo nemico. Nessuno può invocare le morti civili, né tantomeno quelle dei bambini per obbligare Israele a porre fine alla guerra perché il peso dei morti civili e dei bambini è sicuramente forte e insopportabile per quello stato, più forte sicuramente che per i pacificatori della domenica rinchiusi, come sempre, in stanze sicure, calde e ovattate.

Allora se fossimo certi che Hamas volesse la pace invocheremmo Israele ad aderire alla pace ma i comportamenti di quella fazione non hanno lasciato e non lasciano spazio che alla guerra, che si spera giusta e definitiva.

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