Usa/ Prima vittima di Obama: l'Unione Europea
Il presidente americano Barack Obama firma l'ordine esecutivo per avviare la chiusura di Guantanamo, prevista entro il 2009, e l'Europa si spacca. La chiusura del centro di detenzione apre infatti una questione bollente per i paesi europei: dove saranno trasferiti i 245 detenuti? L'Ue è disposta ad accoglierli?
L'Ue aveva più volte chiesto agli Stati Uniti di chiudere la prigione, rimanendo inascoltata. Ora però Obama sta per mettere il sigillo. E da Bruxelles gioiscono. Il commissario europeo alla Giustizia, Jacques Barrot, ha accolto con grande soddisfazione come "un simbolo molto forte" la sospensione dei processi nei tribunali militari speciali dei detenuti di Guantanamo. “Sono molto felice – ha detto Barrot – che una delle prime azioni del presidente Obama sia stata girare la pagina di questo triste episodio della prigione di Guantanamo. In uno Stato di diritto – ha aggiunto – ognuno deve beneficiare dei diritti della difesa". Il portavoce del commissario ha aggiunto che la lotta al terrorismo deve "rimanere una priorità per gli Stati Uniti come per l'Europa, ma sempre nel rispetto assoluto dei diritti dell'uomo".
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Per molti di essi il ritorno ai paesi d’origine significherebbe un futuro di carcere duro e tortura. Ma non tutti i paesi europei sono disposti ad accogliere i detenuti. Il primo no è arrivato dalla Germania. La richiesta di accogliere cinque prigionieri di Guantanamo ha infatti spaccato il governo tedesco. Secondo il Berliner Zeitung, tre detenuti siriani, un palestinese e un russo "attendono solo un segnale da Berlino" per un eventuale trasferimento. Da settimane, infatti, i loro avvocati e alcune organizzazioni umanitarie hanno avviato contatti "discreti" con Berlino perché dia ospitalità ai cinque, mai incriminati dalle autorita' Usa.

Il ballo Obama-Michelle
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Il Berliner ha spiegato che al ministro dell'Interno Wolfgang Schaeuble (Cdu) e al presidente del partito liberale, Guido Westerwelle non è andata giù l'offerta a Obama di accogliere detenuti del penitenziario sull'isola di Cuba, formulata dal ministro degli Esteri, il socialdemocratico Frank-Walter Steinmeier, con una lettera aperta su Der Spiegel. Il deputato cristiano-democratico Norbert Roettgen ha dichiarato che "se gli americani invieranno una richiesta (di accoglienza, ndr), sarà discussa, ma senza fare offerte precipitose". "Una discussione sull'accoglienza di persone che non abbiano la cittadinanza tedesca al momento è inopportuna", ha avvertito.

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