Mino Martinazzoli contrario al Grande Centro
Di Domenico Cutrona, Segretario Movimento Popolare Federalista Europeo
C'è un grande fermento da parte di alcuni politici ex democristiani, che pongono la questione di una nuova aggregazione politica: il cosiddetto Grande Centro. L'aspirazione di nuove aggregazioni politiche è sempre legittima in democrazia, ed è sempre auspicabile in una società dinamica, in cui l'interscambio tra gli uomini rende possibile uno svolgimento del proprio pensiero in attuazione di una democrazia compiuta. I cittadini, liberi e animati di buona volontà, possono liberamente associarsi e promuovere un nuovo partito. Qui, invece, siamo in una situazione del tutto controversa e anomala, generata da una situazione di un possibile sfaldamento del Pdl e di una politica incentrata su posizioni di tipo nostalgico che non ha idee di rinnovamento della politica. Per capire la questione è necessario un istante soffermarci sul fatto storico interno alla Democrazia Cristiana.
![]() Domenico Cutrona |
In quel momento si cominciava a parlare di compromesso storico, tra la D.C. e il P.C.I.. E' anche noto a tutti che la morte di Moro segna la fine della vera Democrazia Cristiana. Da quel momento è cominciato il lento ma inarrestabile declino della Democrazia Cristiana, sino alla sua implosione avvenuta per via naturale. Qui preme ricordare, che gli uomini rimasti alla guida del partito, hanno dimostrato di non essere all'altezza del partito che fondò De Gasperi, perché tutti dediti a compromessi e accordi affaristici che hanno, poi, fatto emergere quella corruzione nota. La questione morale è palesemente violata ed è violato il principo fondante della Democrazia Cristiana. Dal 1992 si sono susseguiti vari tentativi di nascita di un nuovo partito che facesse riferimento al cattolicesimo politico. Si deve affermare un principio inconfutabile, cioè un nuovo partito di cattolici che faccia riferimento alla Democrazia Cristiana è assolutamente improponibile, per una serie di fattori. La cosa che più desta preoccupazione sta nel fatto che a proporre una nuova aggregazione di centro moderato sono gli stessi uomini che sono stati artefici della fine della Democrazia Cristiana, avvenuta si ricorda per implosione della stessa.
Certo l'amico Casini si sforza di sostenere l'azione, ma davvero è possibile che in un paese in cui uomini come De Mita, Pomicino, Sanza, Mannino, che sono stati elementi di spicco della Democrazia Cristiana, ancora oggi sono presenti nel panorama politico e addirittura sono propositori e sostenitori di un nuovo raggruppamento politico di unione di centro? Siamo veramente nelle più profonde contraddizioni della politica italiana. Ho avuto una conversazione telefonica con l'ultimo Segretario della D.C. Mino Martinazzoli, il quale condivide la mia posizione, come ancora oggi sullo scenario politico a proporre nuove alleanze e partiti vi siano gli stessi uomini di 50 anni fa. Esiste, inoltre, un'evidente presa di cautela da parte delle gerarchie ecclesiastiche, che emergono sia dalle dichiarazioni del cardinale Bagnasco, sia dal segretario della CEI monsignor Crociata, la cui ipotesi neo-centrista viene anche minimizzata da Civiltà Cattolica per cui per bocca di padre Simona, viene criticato il progetto centrista ed inoltre che il superamento del bipolarismo è del tutto destituito di fondamento.
La nuova ipotesi neo-centrista è improponibile, perché mancano le nuove idee e le nuove proposte politiche che sul piano della crescita sociale dia la giusta proporzione alle cose. La Democrazia Cristiana nacque come partito di mediazione tra una destra fascista e una sinistra dispotica, nasce come forza di equilibrio tra una concezione liberale e una concezione comunista, che in quel momento storico ponevano in discussione anche un modello di Stato. L'Italia veniva dal periodo fascista e dopo la sua sconfitta si voleva cambiare la Monarchia in Repubblica. Molti uomini della Democrazia Cristiana furono perseguitati e parteciparono alle lotte dei partigiani per la liberazione del paese dal Fascismo. Mentre qui siamo ad un puro organismo che nascerebbe come simbolo di potere e di un ritorno al passato sotto forma di aggregazione per parti che furono le correnti interne della Democrazia Cristiana. Questo è improponibile, la storia non è ripetibile, è necessario un nuovo corso storico con una nuova fase politica. Ritengo indispensabile che il nuovo corso politico nasca, ma sotto la riforma dello Stato in senso federalista, al fine di consentire una piena attuazione della democrazia compiuta. Inoltre ritengo che il bipolarismo sia certo uno strumento di democrazia e di alternanza che pone nelle mani dei cittadini uno strumento importante per una democrazia compiuta.



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