Governo, il momento della responsabilità

Lunedì, 1 agosto 2011 - 17:44:00
Angioletto

Ci risiamo, vien giù tutto di nuovo. E' antipatico citarsi, ma stamattina l'avevo detto a Start, la trasmissione di Radiouno, in piena euforia sui mercati europei e asiatici per l'accordo anti-default appena firmato in Usa: attenzione, non ci illudiamo, l'America è l'America, l'Europa è l'Europa, con i suoi problemi specifici. E l'Italia è l'Italia, il rischio default rimane in agguato. E così è stato. Siamo, in chiusura di giornata, la borsa peggiore d'Europa. E il differenziale coi bund tedeschi continua a salire. Il che vuol dire che il nostro debito pubblico ci costa di più. Avanti così il rischio è che non riusciamo a farvi fronte. E sarebbe un dramma per il Paese, per i suoi cittadini-risparmiatori, per le famiglie.

Avevo scritto nelle scorse settimane che stava venendo giù tutto. E così è. La speculazione coglie la nostra debolezza politica e ci marcia. Ma il problema non è la speculazione, è la nostra debolezza politica.
Ecco perchè avevo suggerito alle forze politiche di uscire da questo Ballarò perenne da dita negli occhi all'avversario. E avevo proposto, in una logica bipartisan (come in Usa tra repubblicani e democratici), di smetterla con quel bipolarismo esasperato e di passare alla collaborazione tra le forze storiche e popolari (cattolici, ex comunisti, socialisti e liberali) per dare vita a un governo d'emergenza che duri fino alla fine della legislatura. Un governo guidato da un uomo dell'economia svincolato dai partiti e rispettato a livello internazionale (Mario Monti, più illibato, o Giuliano Amato, più esperto e scafato), basato sulla somma di Pdl e Pd, l'unica maggioranza possibile.

Una maggioranza ampia, che consente di far passare in Parlamento i provvedimenti per il rilancio sollecitati dalle parti sociali, una nuova legge elettorale che reintroduca le preferenze uccidendo così il Parlamento dei nominati a favore di un nuovo Parlamento degli eletti, una nuova legge anti-casta che riduca i privilegi diffusi dei professionisti della politica. E poi al voto,nel 2013.Garante di tutto questo l'ottimo Giorgio Napolitano, finora molto avveduto e molto responsabile (vedi l'accelerazione, in spirito bipartisan di collaborazione, dell'approvazione della manovra, merito in gran parte suo).

Non ci sono alternative più efficaci. Non lo sono certo le elezioni anticipate, che creano un vuoto di potere di mesi e rimandano a novembre tutti i nodi, salvo poi, votando con lo stesso sistema, magari ritrovarci punto e daccapo con le maggioranze risicate e con il cerino in mano.

Il Paese è a rischio. E' il momento della responsabilità e della mediazione.

Le forze responsabili dentro il Pdl e dentro il Pd escano allo scoperto e trascinino i loro riluttanti vertici a superare le convenienze di parte (illusorie) e a compiere il passo necessario per tutelare l'interesse generale superando il bieco e opportunistico calcolo elettorale. Scrivevo nei giorni scorsi che camminiamo sul'orlo di un precipizio. Dicevo che siamo vicini al baratro. Oggi lo siamo ancora di più. Non c'è tempo da perdere.

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