Governo rafforzato, opposizione da rifare
Di Angelo Maria Perrino
Vince ma sicuramente non sfonda, Silvio Berlusconi. Che vede crescere il peso determinante della Lega. Perde ma sicuramente non sprofonda, Dario Franceschini. Che vede crescere alla sua destra e alla sua sinistra il peso dell'Udc e soprattutto dell'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. E' questo il succo delle elezioni europee 2009.
Al termine di una campagna elettorale lontana dai temi europei e concentrata sul caso Noemi e sulle paparazzate di villa Certosa, gli italiani confermano (ma senza entusiasmi) la fiducia al governo in carica e al premier Silvio Berlusconi (mentre in altri paesi d'Europa i governi in carica vanno sotto). In tandem con la Lega, che cresce non poco, soprattutto nelle sue roccaforti del Nord (e non solo).
Quanto all'opposizione, gli italiani rimandano il Pd agli esami di riparazione (cala in Italia rispetto alle Politiche, ma in Europa porta a casa un buon risultato se confrontato a quello di altri partiti gemelli), ma soprattutto bocciano definitivamente il massimalismo e il frazionismo della sinistra estrema, dei radicali e dei Verdi, divisi in gruppuscoli tanto velleitari quanto inconsistenti. E incoraggiano tanto l'opposizione di centro dell'Udc quanto e soprattutto il radicalismo barricadero dell'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro.


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