Dall'interno del Pdl si parla di "crisi"

Giovedì, 25 febbraio 2010 - 15:11:00


Il ministro per l'Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi, sceglie Affaritaliani.it per esprimere tutto il suo malessere sulla situazione all'interno del Popolo della Libertà, soprattutto (ma non solo) in vista dell'appuntamento con le urne di fine marzo. "Non scommetto certo su un successone del Popolo della Libertà alle elezioni Regionali. E' vero che il governo tira e che forse avremo più presidenti della sinistra. Ma i sondaggi che ho visto sono allucinanti, da choc. In Veneto la Lega è al 39% e noi siamo al 21, praticamente la metà. Io candidai l'onorevole De Luca, nato a Napoli, alle Politiche in Veneto e mi dissero che era stata una delle cause per le quali avevamo perso qualche punto. Questa volta prenderemo la metà dei voti del Carroccio. Ritengo che si debba richiamare di corsa De Luca, impegnato ora in Piemonte".

E sul rapporto tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini il giudizio è pesante: "Litigheranno di meno quando conteranno i voti. Un anno e diversi mesi di dialettiche continue non hanno giovato certamente alla salute del partito. E se il 28-29 marzo il Pd prende un voto in più del Pdl si apre una crisi molto grave, che potrebbe pregiudicare l'intera legislatura".

Addirittura? "Io non ho mai creduto alle sciocchezze che la legislatura potesse andare in crisi per colpa di qualche velina o di qualche scandaletto. La legislatura la mette in crisi la politica. Il Popolo della Libertà è nato con l'idea e l'ambizione di raggiungere il 50%, prendere la metà dei voti significa una cosa sola: crisi. Non voglio fare la Cassandra, ma misureremo il successo dai voti che prenderemo. E finora i sondaggi non sono affatto incoraggianti. Il governo forse non cadrà ma la scommessa politica del Pdl può andare in crisi e si può tornare alle urne anticipatamente".

Il Popolo della Libertà corre il rischio di sciogliersi? "A dire il vero non mi interessa molto. Sono impegnato in Piemonte dove guido una lista che si chiama Democrazia Cristiana. Bisogna chiederlo a chi ha fatto le liste elettorali".

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