Camera/ Governo battuto su rendiconto generale Stato 2010
Il Governo va sotto sull'articolo 1 del rendiconto generale per il bilancio dello Stato 2010. La votazione termina in parita' 290 a 290. Decisive, fra le altre, le assenze di Umberto Bossi, Claudio Scajola, Antonio Martino, Gianfranco Micciche', Andrea Ronchi, Paolo Guzzanti, Giuseppe Cossiga, ma anche il voto contrario di Calogero Mannino, Santo Versace, dei Liberaldemocratici di Italo Tanoni e della Svp. Il Pdl ha avuto 13 assenti, la Lega 2, Popolo e Territorio 5 fra cui Guzzanti, Pionati e Scilipoti. Contrariamente ai boatos di Montecitorio il ministro Tremonti non era assente ma in missione. In missione anche Maroni e Frattini. Assente Casini, presenti, invece, Berlusconi e Bersani.
FINI: GOVERNO BATTUTO? EVIDENTI IMPLICAZIONI POLITICHE - "La richiesta di sospensione dei lavori va accolta anche per le evidenti implicazioni di carattere politico" del voto dell'aula, che ha respinto l'articolo 1 del rendiconto generale dello Stato. Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, sospendendo la seduta e accogliendo cosi' la richiesta di Giancarlo Giorgetti, presidente della commissione Bilancio, che aveva chiesto un'interruzione dei lavori.
BERSANI, MI ASPETTO BERLUSCONI VADA A QUIRINALE- "Mi aspetto che Berlusconi si convinca ad andare al Quirinale". Cosi' Pier Luigi Bersani ha commentato la bocciatura in Aula alla Camera del primo articolo del Rendiconto generale dello Stato per il 2010. "Un governo bocciato sul consuntivo non puo' fare l'assestamento e un governo che non puo' fare l'assestamento e' un governo che non c'e' piu'", ha detto il segretario del Pd ai cronisti. "Noi dell'opposizione oggi siamo stati molto abili", ha sottolineato Bersani, "se si guarda l'andamento di queste votazioni. Loro hanno dei problemi e se Berlusconi e' arrivato in Aula e' perche' li ha sottovalutati. Ha perso il polso della sua gente". E poi, dopo la votazione, ha raccontato, "ho visto che guardava il tabellone molto interessato".
BOCCHINO, BATTUTO CON BERLUSCONI IN AULA? E' FINITA - "Il governo dimostra ogni giorno di piu' di non avere i numeri per andare avanti. I passi falsi alla Camera sono ormai all'ordine del giorno e a questo punto PdL e Lega non possono nemmeno piu' affermare di avere i numeri per governare. Berlusconi ne prenda atto e si dimetta". Lo afferma in una nota il vicepresidente FLI, Italo Bocchino.
VELTRONI, BERLUSCONI NON PUO' NON DIMETTERSI - Walter Veltroni e' tornato a chiedere al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di dimettersi. "Berlusconi non puo' non dimettersi dopo una bocciatura su un atto fondamentale della politica economica proprio mentre era, cosa rarissima, presente in aula", ha spiegato l'ex segretario del Pd ai cronisti alla Camera commentando la sconfitta del governo sul rendiconto dello Stato. "Quanto accaduto e' un fatto di tale rilievo che Berlusconi non puo' non trarne le conseguenze", ha insistito, "ha sempre detto che solo il parlamento poteva bocciarlo e oggi e' accaduto".
BERSANI, BERLUSCONI FATICA A CONTARE SUE PECORELLE - "Berlusconi raramente e' presente alla Camera, di solito e' presente quando i numeri gli danno ragione, ma evidentemente fa fatica a contare le sue pecorelle". A dichiararlo e' stato Pier Luigi Bersani, intervistato da Youdem.tv. Sui rapporti tra il presidente del Consiglio e il ministro Giulio Tremonti, il segretario del Pd non e' voluto entrare. "Sono questioni loro difficili da districare", si e' limitato a dire.
CICCHITTO, RINVIO ESAME DDL - L'esame del ddl sulle intercettazioni "sara' rinviato". Lo ha affermato, parlando con i cronisti, il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto.
LA RUSSA, BERLUSCONI ORA CHIEDA FIDUCIA CAMERE - "Non c'e' nessuna dietrologia politica in questo voto" perche' le assenze "sono state determinate da circostanze momentanee, missioni, ritardi o impegni istituzionali. Detto questo non sottovaluto la gravita' tecnica del voto, ma non possono derivare le dimissioni chieste dall'opposizione". Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, commentando con i giornalisti a Montecitorio il voto sul rendiconto dello Stato 2010. La Russa, pero', aggiunge: "Credo sia corretto dimostrare subito con un voto di fiducia, ma lo deve decidere Berlusconi, se il governo c'e' o non c'e'. Se c'e', allora si dimostrera' che quello delle opposizioni e' abbaiare alla luna. Se la fiducia non c'e', le conseguenze politiche sono inevitabili".
CAMERA: NAPOLITANO A MONTECITORIO, COLLOQUIO CON FINI - Colloquio tra il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il presidente della Camera, Gianfranco Fini, a Montecitorio. Il Capo dello Stato, arrivato alla Camera poco dopo le 17,30, e' stato accolto all'ingresso dal vicepresidente Antonio Leone e si e' recato negli appartamenti della terza carica dello Stato. Poco dopo e' giunto anche lo stesso Fini e i due hanno iniziato un colloquio. Napolitano e Fini parteciperanno subito dopo alla presentazione di un libro sulla vita di Gaetano Martino. E' atteso anche il premier, Silvio Berlusconi, che dopo il voto dell'Aula che ha bocciato l'articolo 1 del rendiconto generale dello Stato, sta invece incontrando, sempre a Palazzo Montecitorio ma un piano piu' sotto, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.
GOVERNO: SCAJOLA A BERLUSCONI,IPOTESI LETTA;A LAVORO SU GRUPPO - Un atto di discontinuita' nel partito e nel governo. E' la richiesta che ha posto Claudio Scajola a Silvio Berlusconi nell'incontro che si e' tenuto oggi a palazzo Grazioli. I due si incontreranno di nuovo tra domani e dopodomani, il premier ha preso tempo. Nessun atto contro il governo, nessuna trappola, ma c'e' un malessere diffuso che non puo' essere ignorato, ha premesso il politico ligure durante la colazione di lavoro alla quale hanno partecipato anche Fedele Confalonieri e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Il Cavaliere avrebbe assicurato che la discontinuita' verra' garantita attraverso una sferzata sull'economia. Un ragionamento condiviso dall'ex ministro dello Sviluppo che per questo motivo non avrebbe escluso un Berlusconi-bis o un esecutivo guidato da un altro esponente del centrodestra. Sarebbe stato ipotizzato anche il nome di Gianni Letta. Un fedelissimo del politico ligure sostiene che il premier avrebbe capito le considerazioni di Scajola: stai usando - questa la frase che viene riportata da uno degli uomini che fanno riferimento al politico ligure - gli stessi argomenti che ha usato ieri sera con me mio figlio Luigi, ma io voglio andare avanti, sono sicuro che riusciremo a superare questa fase. Il presidente del Consiglio avrebbe chiesto a Scajola di lavorare insieme per rilanciare lo sviluppo e per costruire il nuovo partito, proponendogli un ruolo di peso in via dell'Umilta'. "Scajola non fara' alcuna mossa prima di aver incontrato di nuovo Berlusconi", sottolinea una fonte parlamentare. Nella maggioranza, dopo il voto di oggi alla Camera sul rendiconto generale dello stato, si naviga a vista. Il Pdl ha puntato il dito contro Tremonti, ma il professore di Sondrio ha spiegato che la sua assenza non e' dovuta a motivi politici. Il premier in ogni caso non ha nascosto l'amarezza per le assenze in Aula, ma ha poi cercato di rassicurare chi ritiene che non ci siano piu' i numeri. Nel governo si pensa ora ad un maxiemendamento su cui porre la fiducia. La preoccupazione nel partito di via dell'Umilta' e' per la reazione del Capo dello Stato. "Non credo - osserva un 'big' del Pdl - che Napolitano consideri quello che e' successo oggi un semplice incidente parlamentare". Nel Pdl c'e' chi gli ha consigliato di andare al Colle e ribadire che non c'e' alcun problema. Ma il timore di affrontare un altro voto e' testimoniato dalla decisione di rinviare il ddl sulle intercettazioni. C'e' fermento e non solo tra gli scajoliani. In Aula c'e' stato un incontro tra alcuni esponenti che fanno riferimento al politico ligure e membri degli ex Responsabili, tra cui Roberto Marmo e Luciano Sardelli. Fonti parlamentari riferiscono che e' tornata in pista l'ipotesi del gruppo in cui potrebbero confluire anche i Cristiano popolari di Mario Baccini e Giuseppe Galati. "Potremmo essere - dice un deputato del gruppo 'Popolo e Territorio' - anche piu' di venti, in questo momento non servono certo le elezioni anticipate". Si sta lavorando anche al documento, nel quale chiedere un allargamento della maggioranza e una nuova fase politica. Scajola ha visto Alemanno e alla Fondazione 'Cristoforo Colombo' Beppe Pisanu.


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