Gli Usa sanzionano l'Iran. Gli Ayatollah bandiscono il dollaro dagli sms

Gli sms contenenti la parola 'dollaro' e un sito che visualizza in tempo reale i tassi di cambio risultano bloccati oggi in Iran, dove le autorita' faticano a invertire la rotta del drammatico tracollo nel valore del rial, la moneta locale. Alcuni media iraniani hanno notato che i messaggi di testo su cellulare contenenti il termine 'dollaro', tanto in farsi che in inglese, non sono stati inviati; anche i giornalisti stranieri a Teheran hanno confermato il blocco che interessa anche il termine in farsi per 'foreign exchange'; funzionano invece liberamente il termine 'euro' e i simboli della valuta. L'agenzia di stampa Isna ha chiesto chiarimenti ai due operatori di rete locali, Mci e Irancell, i quali hanno entrambi fatto sapere che non stanno filtrando alcun messaggio.
Il rial ha perso oltre un terzo del suo valore sul dollaro negli ultimi tre mesi, la gran parte nei primi giorni dell'anno dopo il rafforzamento delle sanzioni Usa contro il sistema finanziario iraniano e la Banca centrale della Repubblica islamica. Le autorita' iraniane in realta' insistono sul fatto che il declino del rial non ha nulla a che vedere con le sanzioni occidentali, le piu' dure delle quali peraltro devono ancora entrare in vigore.
L'Italia sosterra', nei confronti dell'Iran e con i principali partner europei ed internazionali, "l'adozione di sanzioni dure ed efficaci". Lo ha affermato il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari aggiungendo che la decisione del governo iraniano di avviare operazioni di arricchimento dell'uranio nell'impianto di Qom, Fordow "e' fonte di gravissima preoccupazione e merita la piu' ferma condanna". "Teheran - ha detto il portavoce - dimostra purtroppo di volersi muovere nella direzione opposta a quella indicata dalle Risoluzioni dell' Aiea e delle Nazioni Unite".
"E' inevitabile a questo punto - ha proseguito Massari - che la pressione sull'Iran venga esercitata attraverso un rafforzamento del regime sanzionatorio con misure finalizzate a sottrarre a Teheran i mezzi per continuare le sue attivita' nucleari contrarie alla legalita' internazionale". Quindi "di fronte al persistente rifiuto da parte iraniana ad accettare il dialogo negoziale proposto dalla comunita' internazionale - ha concluso Massari - l'Italia sosterra', con i principali partner europei ed internazionali, l'adozione di sanzioni dure ed efficaci".
Il Consiglio dei 27 ministri degli Affari esteri dell'Unione europea, originariamente in calendario per il 30 gennaio, e' stato anticipato di una settimana e si svolgera' quindi il 23 gennaio prossimo. Lo ha deciso il consiglio, su proposta dell'Alto rappresentante per la Politica estera Ue Catherine Ashton. Il principale punto all'ordine del giorno della riunione e' quello delle nuove sanzioni all'Iran, riguardanti il settore del petrolio. L'anticipo, informa il Consiglio, e' stato deciso per evitare la sovrapposizione con il vertice dei capi di Stato e di governo convocato per il 30 gennaio da Herman Van Rompuy per procedere nella discussione sul "fiscal compact". Sempre il 23 gennaio e' invece prevista la riunione mensile dei ministri finanziari dell'Eurogruppo.


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