Giustizia, il Csm: “Il governo non ci ascolta”
Lamentano di essere "inascoltati" e chiedono a gran voce il "confronto" e la "leale collaborazione" che deve esserci tra ministero della Giustizia e Csm. I togati di Palazzo dei Marescialli sottolineano la questione nel corso del plenum di questa mattina, alla vigilia della presentazione in Consiglio dei Ministri della riforma costituzionale della giustizia. A prendere la parola per primo e' Riccardo Fuzio, a nome dell'intero gruppo di Unicost: "Nel mese di ottobre il ministro ha accettato il nostro invito" partecipando ad una seduta di plenum, "e ci auguravamo che fosse l'inizio di una proficua collaborazione", ma "con dispiacere rilevo che non vi e' stato nessun intervento utile sui pensionamenti, nessuna iniziativa sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie, nessun intervento sul divieto di assegnazioni di funzioni monocratiche ai magistrati onorari di Tribunale, non vi e' stata designazione dei componenti del gruppo di lavoro istituito dal Csm sulle carceri, ed attendiamo, finora del tutto inascoltati, di ricevere la richiesta di parere sul progetto di smaltimento dell'arretrato". Inoltre, aggiunge Fuzio, "constato che sui temi della giustizia il Parlamento si e' posto direttamente in contatto con i capi di Corte e con il Consiglio. Siamo prossimi ad altre riforme che interessano la giustizia e ora attendiamo, non con fiducia ma con poreoccupazione, che si voglia ascoltare la voce della magistratura attraverso i canali istituzionali a cio' preposti e creati". A tal proposito, anche il gruppo di 'Area', che riunisce le correnti di sinistra delle toghe, sottolinea, con l'intervento del consigliere Francesco Vigorito, che "intorno alla magistratura si sta formando un clima torpido, fatto di insinuazioni, attacchi e la tendenza a spiare dal buco della serratura", riferendosi alla pubblicazione, avvenuta oggi su un quotidiano, della corrispondenza via e-mail tra magistrati". Il togato di Magistrutra Indipendente, Antonello Racanelli, osserva che "va riconosciuto al Csm il suo ruolo e va resa effettiva la collaborazione" che la legge gli assegna con il Guardasigilli. Di fronte a questi appelli, il vicepresidente dell'organo di autogoverno della magistraura, Michele Vietti, ha assicurato che "la presidenza si fara' carico di sollecitare un'interlocuzione con il ministro nello spirito di leale collaborazione affinche' si possano affrontare i temi" piu' caldi in materia di giustizia. 
Il Consiglio dei Ministri è convocato domani giovedi' 10 marzo 2011, alle ore 9,00 a Palazzo Chigi e sarà dedicato all'esame del disegno di legge costituzionale di riforma della giustizia.



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