Giustizia/ Berlusconi: acceleriamo. E cerca sponda con Bossi
Sulla giustizia bisogna accelerare, voglio tempi stretti e contingentati, basta ostacoli, non ci fermerà nessuno. La riunione della consulta del Pdl è stata convocata per fare il punto sui passi da compiere ed è per questo che Silvio Berlusconi, racconta chi ha partecipato, intende procedere senza esitazioni: non solo il provvedimento sulle intercettazioni ma anche la separazione delle carriere e le altre riforme contenute nel programma del Pdl. 
Umberto Bossi
Ma l'incontro a palazzo Grazioli è servito anche a mettere un ulteriore 'stop' alle osservazioni fatte dal presidente della Camera. Nessuna volontò di sottoporre i pm al governo: la nota redatta al termine della consulta e firmata, in precedenza, anche dai coordinatori del partito, rende esplicita l'irritazione del Cavaliere nei confronti delle dichiarazioni del presidente della Camera. Berlusconi, secondo quanto spiegano fonti parlamentari del Pdl, non avrebbe gradito l'ennesimo 'distinguo' su una riforma che, ha ripetuto ai suoi, è inserita nel piano di governo e sottoscritta anche dagli ex di Alleanza nazionale.
IL NODO VENETO. Nel frattempo il presidente del Consiglio deve sciogliere ancora altri due nodi. Il primo riguardante le regionali: Berlusconi ha incontrato il leader della Lega Umberto Bossi, al quale ha chiesto un pieno appoggio sulla riforma della giustizia e potrebbe dare il 'via libera' al Carroccio per la candidatura di un leghista in Veneto. Per questo motivo il Cavaliere avrebbe incontrato Giancarlo Galan avanzando al governatore della Regione Veneto una alternativa alla candidatura nella regione, anche se lo stesso Galan avrebbe ribadito la sua contrarietà nel cedere il passo al partito di via Bellerio.
INCONTRO BOSSI-BERLUSCONI. "Questa sera abbiamo parlato di tutto. C'e' una grande sintonia, come con Fini, su tutte le maggiori tematiche". Lo afferma il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, al termine dell'incontro a Palazzo Grazioli fra Berlusconi, Bossi, Tremonti, Letta e lo stesso Calderoli. Calderoli sottolinea che l'incontro tra Bossi e Berlusconi era stato preceduto "da un incontro fra Bossi e Fini. Tutto va esteso anche rispetto al presidente Fini". Ai giornalisti che gli hanno chiesto un commento sulle ipotesi di attriti tra Berlusconi e Tremonti, Calderoli replica: "Nel governo queste cose non si avvertono. Le dicono i giornali".
La seconda questione invece il premier dovrà affrontarla venerdì, quando in Cdm approderà il nodo Sud. Mercoledì a Palazzo Chigi - presenti Gianni Letta, Roberto Calderoli, Raffaele Fitto e Giulio Tremonti - c'è stato un nuovo confronto sulle politiche da adottare nel Mezzogiorno e sui fondi Fas e non è scontato che una nuova 'puntata' ci possa essere domani al Consiglio dei ministri quando approdera' il piano del ministero dell'Economia sulla Banca del Sud.



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