In arrivo la norma blocca-processi

Martedì, 12 gennaio 2010 - 19:38:00


Processo breve, insorgono Pd e Anm

Anna Finocchiaro (Pd) annuncia: ostruzionismo sul processo breve
Mercoledì il Consiglio dei Ministri dovrebbe esaminare un decreto legge per la sospensione di tre mesi dei processi nei quali non sia stata data la possibilità all'imputato di chiedere il rito abbreviato, in presenza di una nuova contestazione del pubblico ministero avvenuta durante il procedimento, come previsto dalla sentenza 333 della Corte Costituzionale del 14 dicembre scorso. È quanto si apprende da fonti di maggioranza e di governo.

I tecnici al lavoro sul testo riguardante la cosiddetta norma blocca-processi. Martedì mattina il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, avrebbe visionato il testo esprimendo una serie di perplessità in merito. Il confronto in un primo momento c'è stato tra il capo dello Stato e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Poi i tecnici hanno limato il testo tenendo conto anche dei rilievi del Colle. Per questo motivo la norma arriverà mercoledì in Consiglio dei ministri.

Immediata la replica del Partito Democratico appena è stata diffusa l'indiscrezione dell'esame del dl mercoledì al Consiglio dei Ministri. "È evidente che le ragioni per un nuovo decreto non sono quelle evidenziate da diverse fonti dell'esecutivo, per il semplice fatto che le sentenze della Corte Costituzionale sono immediatamente efficaci erga omnes e non abbisognano di arzigogoli giuridici", spiega una nota di Donatella Ferranti, capogruppo del Pd alla commissione Giustizia alla Camera. "Aspettiamo il testo, ma è chiaro il tentativo di strumentalizzare la sentenza della Consulta, che amplia i diritti dell’imputato, per bloccare i processi del premier. Sarebbe l'ennesima mancanza di rispetto nei confronti dell'intelligenza dei cittadini, del lavoro parlamentare e l'ulteriore intervento ad personam".

SCONTRO AL SENATO - Le proteste dell'opposizione hanno per ora fermato la marcia della maggioranza verso l'approvazione in prima lettura al Senato del ddl sul processo breve. Il presidente del Senato ha tolto la seduta ed ha convocato per mercoledì la Conferenza dei capigruppo. Il Senato deve ancora cominciare a votare le pregiudiziali di costituzionalità e le sospensive. L'opposizione chiede il ritorno del ddl in commissione, perché - secondo loro - il maxiemendamento del relatore avrebbe stravolto il normale iter del provvedimento. Per protesta i senatori dell'opposizione hanno cominciato a battere le mani sui banchi del Senato. Il presidente Schifani è stato quindi costretto a sospendere la seduta per 5 minuti. Alla ripresa la decisione, accettata dal capogruppo del Pdl Gasparri, di convocare la Conferenza dei capigruppo.

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A confermare la notizia era stato  il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo. "Dobbiamo adeguarci alla sentenza della Corte Costituzionale del 14 dicembre", ha spiegato Caliendo. In quella sentenza, firmata da Giuseppe Frigo, la Consulta ha dichiarato l'illegittimità dell'articolo 517 del codice di procedura penale che non prevede la facoltà dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento il giudizio abbreviato, relativamente al reato concorrente contestato in dibattimento, quando la nuova contestazione concerne un fatto che già risultava dagli atti di indagine al momento di esercizio dell'azione penale.

Dunque, di fronte a una nuova contestazione deve essere riaperto il termine per consentire eventualmente all'imputato di chiedere il rito abbreviato. I processi interessati sarebbero sospesi per tre mesi. "C'è una sentenza", ha insistito Caliendo, "cui bisogna porre rimedio, la legge ci impone di ripristinare il diritto degli imputati". Questa, ha detto ai cronisti che gli facevamno notare che la norma si applicherà al processo Mills, "non è una norma 'ad personam', visto che si ristabilisce un diritto per tutti gli imputati".

UN'ALTRA CONFERMA - Il governo ha in cantiere un decreto legge per sospendere i processi in cui gli imputati siano stati raggiunti da "contestazioni suppletive", e tra questi ci sono i due processi al presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Lo ha detto a Reuters Piero Longo, senatore del Pdl e avvocato del premier, secondo il quale il provvedimento punta a dare attuazione ad una recente sentenza della Corte costituzionale.

"E' un decreto legge che fissa una sospensione processuale per dare attuazione ad una sentenza della Corte costituzionale sul diritto alla difesa e che incidentalmente riguarda anche i processi al presidente del Consiglio", ha detto Longo. Nel dicembre scorso, la Consulta ha riconosciuto una lesione del diritto di difesa nell'ipotesi in cui, di fronte ad una nuova contestazione del pm a dibattimento aperto, l'imputato non abbia avuto la possibilità di scegliere il rito abbreviato.

Due quotidiano scrivono che l'ipotesi allo studio del governo -- che sarebbe stata illustrata dal Berlusconi al vertice di maggioranza -- prevede di sospendere per 90 giorni i processi agli imputati raggiunti da queste contestazioni, per consentire loro di optare per il rito abbreviato o di scegliere di proseguire con quello ordinario. A beneficiare della sospensione sarebbe anche Berlusconi nei processi Mills e Mediaset-diritti tv, proprio durante la campagna elettorale per le Regionali, se il decreto fosse varato nelle prossime settimane.

Longo non ha voluto scendere nel dettaglio del provvedimento, "che è d'iniziativa del governo e non è stato ancora licenziato", ma ha detto di prevedere che "proprio perché ci rientra il presidente del Consiglio sarà al centro di un grande polverone con il rischio di lasciare inattuata una sentenza della Corte costituzionale". Il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, alla domanda su cosa pensasse di un decreto legge per congelare alcuni processi, ha risposto oggi: "Siamo alleati fedeli".

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