Giustizia/ Alfano: inefficienza oltre la soglia tollerabile
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Un sistema di controlli efficace per "verificare la professionalita' dei magistrati" per garantire che il loro operato "doverosamente autonomo ed indipendente, non si trasformi in autoreferenzialità o in mero arbitrio". Ad annunciarlo è il Guardasigilli, rilevando che la sua ipotesi è quella di un sistema che "sappia individuare i magistrati chiamati a dirigere gli uffici per le specifiche attitudini organizzative e per le autentiche capacità gestionali e non per l'appartenenza a questa o a quell'altra corrente con un sistema di distribuzione degli incarichi direttivi che, mi si perdoni il paragone, tanto ricorda un criticatissimo manuale facente parte dell'armamentario non rimpianto della prima Repubblica".
Una "giustizia amministrata da giudici e rappresentanti della pubblica accusa liberi, autonomi, indipendenti, mai proni al potente di turno", ma "attenti alle regole che la soggezione alla legge impone di applicare e rispettare". E' il sistema che il Guardasigilli vuole "consegnare al Paese", per assicurare "il controllo di legalità, distinguendo le responsabilità personali e rispettando le garanzie di ciascuno". Insomma, ha detto il ministro concludendo la sua relazione alla Camera, "una giustizia senza aggettivi, che rispetti il cittadino e che dal cittadino venga rispettata". 
Angelino Alfano



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