Pippo Civati (Pd) ad Affaritaliani.it: "Bersani ha sbagliato a non partecipare". La febbre? "Non ci credo"

Lunedì, 24 ottobre 2011 - 11:32:54


 

pippo civati

"Bersani, per l'ennesima volta, ha sbagliato a non partecipare. Questa cosa di non mettere il cappello, del non schierarsi e di non prendere posizione all'interno del partito non ha nessun senso. La stessa platea era dispiaciuta". Pippo Civati, organizzatore con Debora Serracchiani della kermesse bolognese del Pd "Il nostro tempo", con un'intervista ad Affaritaliani.it, bacchetta il segretario del suo partito che non ha partecipato alla convention anche se invitato. Poi, il consigliere regionale lombardo del Pd, nutre dubbi sulla febbre di Bersani che gli ha impedito ufficialmente di partecipare: "Questa cosa del raffreddore rischia di essere una questione scivolosa". Renzi? "Procede a strappi e decide senza confrontarsi". E boccia D'Alema sulle alleanze…

Come volete capitalizzare il successo che avete avuto nella due giorni bolognese?
"Mantenendo alta e forte la nostra iniziativa politica in tutta Italia attraverso una rete di persone che si è costituita già dall'anno scorso e si è arricchita di compagni di viaggio. Inoltre creando occasioni di dimensioni e ambizioni diverse da quelle di Bologna, magari tematizzando e localizzando di più il nostro lavoro in giro per il Paese. Il messaggio forte che vogliamo dare al Pd e ai partiti del Centrosinistra è quello di una piazza che si apre al confronto tra politica e movimenti".

Se fosse venuto Bersani come sarebbe stato accolto?
"Sarebbe stato accolto bene. Ma per l'ennesima volta ha sbagliato a non partecipare. Questa cosa di non mettere il cappello, del non schierarsi e di non prendere posizione all'interno del partito non ha nessun senso. La stessa platea era dispiaciuta".

Ma Bersani aveva la febbre…
"Ma non lo so: questa cosa del raffreddore rischia di essere una questione scivolosa. E mi fermo qui...".

Come sono i rapporti col suo ex amico Renzi?
"Un po' freddini. Nel senso che lui ha lanciato la Leopolda precipitandosi a specificare che non ero più invitato a promuoverla  insieme a lui: non l'ho trovato un gesto di grande diponibilità. Detto questo, vorremmo sapere cos'ha da proporre visto che le sue ultime posizioni erano molto lontane dalle nostre. Ci aspettiamo comunque un grande evento, visto che Renzi è bravo ad organizzarlo. Vediamo se saranno grandi anche le sue proposte".

Nello specifico che cosa non le piace delle proposte di Renzi?
"La cosa che più mi mette in difficoltà  è il suo modo di concepire la relazione politica: io sono molto più favorevole a una relazione dal basso verso l'altro. Renzi è un leader e fa il leader. Il problema è che bisogna avere un gruppo dirigente e costruire delle relazioni anche con  gli altri che fanno il nostro mestiere. Ritornando all'episodio che ho raccontato prima si capiscono un po' di cose del suo modo di fare".

Sarebbe a dire?
"Al di là delle posizioni che abbiamo questo atteggiamento è per me  un problema politico: le cose si fanno e si discutono insieme e non si procede a strappi".

Dunque è difficile che il vostro rapporto si ricomponga...
"Non lo so. Nella storia del Centrosinistra non è mai detta l'ultima parola. Ci sono cose che ci avvicinano molto come la richiesta comunque di dare un segnale forte a questa coalizione, sulle primarie dei parlamentari e sul limite dei tre mandati. Non è detto che in futuro non si possa trovare una sede in cui fare una discussione politica e collaborare insieme".
 
Se ci fossero le primarie del Pd vi candidereste?
"Vogliamo capire come stanno le cose: se qualcuno pensa che Bersani non vada bene formalizzi la questione nelle sedi opportune. Non abbiamo mai posto il problema di volerci candidare al posto di Bersani o di cambiare la segreteria. Qualcun altro l'ha fatto. Detto questo, se ci fossero primarie aperte alla francese con più candidati ci saremmo anche noi".

Potrebbe presentarsi?
"Potrei presentarmi io come Debora, o potremmo scegliere di presentare un altro candidato visto che siamo riusciti a dimostrare di poter convocare un po' di persone".

Capitolo alleanze. Giusto cercare l'intesa con l'Udc o la foto di Vasto con Bersani, Vendola e Di Pietro è sufficiente?
"La foto di Vasto è una cartolina che andava spedita almeno un anno prima per costruire davvero una coalizione e per ribadire a livello nazionale quello che si fa a livello locale. La cartolina di Vasto non è un errore ma va completata. Noi abbiamo aggiunto la cartolina di Bologna con una piazza in cui c'erano amministratori, società civile e movimenti che aggiungono qualità a quella immagine".

Tornando all'allargamento all'Udc...
"Deve essere fondato su basi programmatiche. Non credo alla teoria di D'Alema per cui bisogna per forza arrivare al 60%. E' una cosa che abbiamo già visto e si chiama Unione. Vorrei capire la coerenza del programma visto che vorrei governare 5 anni: non credo a un'ennesima transizione e a una legislatura di passaggio. Se questa relazione con Casini si traduce in un progetto di governo in cui il Pd si può riconoscere bene, se invece  dobbiamo cominciare a fare compromessi prima della campagna elettorale la cosa mi convince molto meno".

Daniele Riosa

 

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