Il mistero della mail di Gianni Letta. Quel messaggio doveva restare segreto
![]() Gianni Letta |
Il Corriere nell'articolo si prodiga in una disamina tecnica arrivando a formulare tre ipotesi distinte su come il fatto sia potuto avvenire. La prima delle quali è il classico errore umano, ovvero qualcuno dello staff di Letta avrebbe effettivamente inviato la mail, dimenticandosi però poi di averlo fatto, forse per stanchezza. Strano ma possibile. La seconda ipotesi è decisamente più tecnica ma altrettanto decisamente sbagliata. Il Corriere infatti ipotizza che si sia trattato di un "baco" che ha bucato il muro di sicurezza digitale di Palazzo Chigi. Volendo fare i pignoli, si sarebbe dovuto dire dire che un hacker ha sfruttato un baco del perimetro di sicurezza di Palazzo Chigi per mandare una mail non autorizzata dal client di posta del sottosegretario. All'interno della stessa ipotesi, l'articolista formula una seconda variante, ovvero che si sia trattato di un "semplice" reindirizzamento, un giochetto attraverso il quale ignoti possono aver creato l'illusione di quell'invio attraverso una mail finta intestata al sottosegretario.
Questo è puro tecno-blah-blah, un po' come quando il capitano Data in Star Trek suggerisce di concentrare un fascio di tachioni per stabilizzare una distorsione del sub-spazio causata dall'implosione del nucleo di curvatura di una astronave Klingon. Suona bene, ma non vuol dire nulla. Però vende ed è questo che importa. Senza annoiarvi con dettagli ipertecnici, sappiate che anche la signora Pina del terzo piano potrebbe mandare una email a nome di Gianni Letta, dal suo pc di casa. Una email che al destinatario apparirebbe come effettivamente inviata da Gianni Letta e rivelerebbe la sua falsa natura solo dopo una attenta analisi degli header di posta elettronica ovvero da quei dati normalmente nascosti al destinatario dell'email che consentono di capire da quale server di posta elettronica sia stata effettivamente mandata.
Dico di più, se il server di posta di Palazzo Chigi fosse stato configurato non correttamente (ipotesi plausibile anzi, probabile), chiunque avrebbe potuto mandare mail a nome di Gianni Letta, facendole apparire come effettivamente partite dalla Presidenza del Consiglio. Con un piccolo particolare però: per fare tutto ciò non è assolutamente necessario hackerare né il programma di posta elettronica né il computer di Gianni Letta. E non ne rimarrebbe nemmeno traccia nella casella delle mail inviate dal sottosegretario. Un lavoro pulito, insomma.
Vorremmo evitare che orde di signore Pina si mettessero a spedire mail a nome di Gianni Letta, ci asterremo quindi dallo spiegare i dettagli di quanto detto sopra. Credetemi sulla parola. La terza ipotesi, quella più remota secondo il Corriere, è quella dello sfondamento del perimetro fisico dell'ufficio del sottosegretario, ovvero qualche burlone avrebbe avuto modo di mettere mano al p.c. del sottosegretario e non visto, si sarebbe messo a spedire email non autorizzate dal suo client di posta. Ma è davvero così facile "sfondare" il perimetro fisico messo a difesa di un personaggio politico di spicco? Chiedetelo ai due denti mancanti dal sorriso del Presidente del Consiglio.
Siccome oggi sono in vena di essere spigoloso, lancio una quarta ipotesi ovvero che la mail sia stata effettivamente scritta da Gianni Letta o da un suo delegato e coscientemente inviata per accorgersi, solo in un secondo momento, che essa aveva dei contenuti inappropriati. Ma l'elettronica non perdona, una mail inviata è inviata, non la si può richiamare con un fischio. Da qui l'unica strada percorribile per salvare la faccia ovvero la denuncia alla Polizia Postale.
Possibile? Certo. Probabile? Ditemelo voi.
R.P.



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