Responsabilità toghe/ Gianluca Pini (Lega) ad Affaritaliani.it: dall'Anm parole intimidatorie

Mercoledì, 8 febbraio 2012 - 13:31:00

Di Tommaso Cinquemani
 

Gianluca Pini

"E' ferma intenzione del Governo attivare un dialogo con le forze parlamentari per raggiungere il massimo dell'intesa su una modifica che assicuri una corretta interpretazione della giurisprudenza europea e, al contempo, consenta ai magistrati di lavorare con serenita' di giudizio nell'esercizio delle loro funzioni". E' quanto si legge in un comunicato diffuso da Palazzo Chigi, dopo l'incontro tra il Presidente del Consiglio Mario Monti, il ministro della Giustizia Paola Severino e il sottosegretario Antonio Catricala' e una delegazione dell'Anm guidata dal presidente Luca Palamara.

A sollecitare l'incontro era stata la stessa Anm a seguito dell'approvazione alla Camera dei Deputati dell'emendamento alla legge comunitaria che modifica le norme sulla responsabilita' civile dei magistrati. Il presidente Monti ha confermato "l'impegno del Governo a studiare soluzioni che permettano di adeguare le norme italiane ai principi europei, anche attraverso un esame comparativo delle legislazioni nei vari paesi dell'Ue".

LA LEGA - "Quelle del governo sono parole molto svilenti e gravi per il ruolo del Parlamento". Gianluca Pini (Lega Nord), autore dell'emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati, sceglie Affaritaliani.it per denunciare l'inciucio tra governo e Anm. "Le dichiarazioni del governo danno il segno di come questo esecutivo di finti tecnici voglia disattendere un voto che è stato espresso a stragrande maggioranza e in maniera trasversale. Un voto che richiama il risultato di un referendum e la sentenza della Corte di Giustizia Europea".

"Alla fine a questo governo l'Europa fa comodo quando ci sono da far fare dei sacrifici alla gente e non quando ci sono da tutelare i diritti fondamentali dei propri cittadini. Io mi aspettavo che ci fosse almeno un'apertura al dialogo con il Parlamento da parte dell'Anm dopo le parole molto sconvenienti e anche pericolose, quasi intimidatorie, non tanto nei miei confronti quanto nell'Aula. Se questi invece pensano di passare attraverso il governo non cercano il dialogo ma lo scontro. Il nostro emendamento era fatto per adeguarci all'Ue, non c'è nulla di punitivo, ma una volontà di riforma che è una necessità giuridica".


L'ANM - Il presidente dell'Anm Luca Palamara esprime "soddisfazione" dopo l'incontro con il presidente del Consiglio, Mario Monti. In particolare, Palamara si dice soddisfatto "per l'impegno del Governo a trovare soluzioni per modificare la norma", approvata alla Camera e ora al vaglio del Senato, che introduce la responsabilita' diretta del giudice.

I magistrati hanno spiegato al premier quali e quante sono state le "fibrillazioni" tra le toghe suscitate dall'approvazione dell'emendamento Pini, un 'vulnus', a loro parere, per il principio costituzionale dell'indipendenza del giudice. Hanno anche rilevato come, paradossalmente, con una norma di tal genere - che non esiste in nessun altro Paese europeo - si potrebbe arrivare a bloccare a catena i processi: ogni giudice, infatti, potrebbe essere ricusato durante lo svolgimento della causa. Alla riunione, che si e' svolta in un clima cordiale e distensivo, non si e' parlato del merito della questione, e dunque da Monti, Catricala' e Severino non e' giunta alcuna indicazione su come modificare la norma, ma il discorso si e' concentrato piuttosto sul metodo. Il Governo, infatti, ha intenzione di cercare un'intesa parlamentare per arrivare a una modifica del testo al Senato e per farlo, ha dalla sua i tempi non rapidissimi della legge ordinaria. In tal senso, si cerchera' di lavorare sul nodo politico e di arrivare a una soluzione. Importante sara' anche l'esito dell'incontro che il sindacato delle toghe avra' con il presidente del Senato, Renato Schifani.

Adesso l'Anm, ottenuto il messaggio di "serenita'" che attendeva dalle istituzioni, dovra' vedere quale dibattito sorgera' al suo interno e le reazioni della base. Saranno decisive le prossime ore per decidere cosa fare della protesta minacciata, mentre sono alle porte (inizieranno domenica prossima per terminare martedi') le elezioni per il rinnovo del 'parlamentino'. Ieri, infatti, Palamara ha ricevuto mandato dal Comitato direttivo centrale di convocare d'urgenza una nuova riunione "per assumere ogni iniziativa di protesta", compreso lo sciopero, "in caso di esito negativo del confronto".



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